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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45716/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente propone tre motivi di ricorso: 1) violazione di legge e vizi di motivazione per l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese dalla Tonon e dal coimputato Dell'Acqua durante la perquisizione, sostenendo che non si tratterebbe di dichiarazioni spontanee (ex art. 350, comma 7 c.p.p.) ma di risposte a domande degli operanti; 2) errata qualificazione del fatto come furto in abitazione aggravato (art. 624-bis c.p.), sostenendo che l'immobile fosse liberamente accessibile e adibito solo occasionalmente a dimora privata; 3) mancata dimostrazione del nesso finalistico tra l'introduzione nell'immobile e la sottrazione delle bottiglie di vino, ossia assenza di prova che l'ingresso fosse finalizzato al furto specifico contestato.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso nel suo complesso. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile per genericità: il ricorso si è limitato ad estrapolare brani senza fornire il testo integrale e senza deduzioni specifiche che consentano alla Corte di valutare l'inutilizzabilità delle dichiarazioni. Il secondo motivo è stato ritenuto infondato: le risultanze processuali (arredi, allacciamenti elettrici ecc.) dimostravano che l'immobile era adibito anche alla vita privata e dunque rientrava nella nozione di luogo di privata dimora ai fini dell'art. 624-bis, non ostando l'assenza di recinzione o l'utilizzo non principale. Il terzo motivo è stato inammissibile perché non devoluto in appello e comunque infondato: ai fini di cui all'art. 624-bis è sufficiente che l'agente si sia introdotto nel luogo di privata dimora con la finalità di commettere un furto in generale, non è necessaria la previsione di sottrarre uno specifico bene. La sentenza rigetta il ricorso e dispone la condanna della ricorrente al pagamento (il testo fornito è tronco sul dettaglio finale della condanna pecuniaria).

Norme richiamate

  • art. 350 c.p.p.

    La norma sulla utilizzabilità delle dichiarazioni degli imputati è stata richiamata dalla ricorrente; la Corte ha ritenuto che la doglianza fosse generica e che non emergesse in modo inequivoco che le dichiarazioni fossero state rese in risposta a domande, perciò non ha annullato l'utilizzo delle dichiarazioni.

  • art. 624-bis c.p.

    La Corte conferma che il reato richiede il nesso teleologico tra l'introduzione nel luogo di privata dimora e la consumazione del furto: è sufficiente l'intenzione di commettere un furto in generale al momento dell'introduzione, non l'intenzione di sottrarre un bene specifico.

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata

    Sez. U., n. 39061 del 16/07/2009 (De Iorio); Sez. U., n. 31345 del 23/03/2017 (D'Amico)

    Si è richiamato il principio secondo cui la Corte di cassazione non può sostituirsi al giudice del merito nell'accertamento dei fatti in mancanza di deduzioni specifiche e documentate; inoltre la nozione di non occasionalità dell'uso dell'immobile si applica anche ad abitazioni non principali se gli elementi di fatto (arredi, collegamenti) ne dimostrano la destinazione all'attività privata.

Massime di principio

  • Per contestare l'utilizzabilità di dichiarazioni rese durante perquisizioni è necessario dedurre in modo specifico e riprodurre le dichiarazioni integralmente: estratti parziali e deduzioni generiche sono inammissibili.
  • La qualificazione dell'immobile come luogo di privata dimora si fonda su elementi materiali e di destinazione d'uso (arredi, allacciamenti, uso per la vita privata) e non è automaticamente esclusa dalla mera assenza di recinzione o dal carattere non principale dell'abitazione.
  • Ai fini dell'art. 624-bis c.p. il requisito soggettivo è l'intenzione di commettere un furto nel luogo di privata dimora; non è necessario che l'agente abbia previsto la sottrazione di un bene specifico.
  • La Corte di cassazione non può compiere verifiche di fatto che richiedano la ricerca di evidenze processuali non prospettate dalla parte: l'onere di allegare e documentare le circostanze rilevanti spetta al ricorrente.
  • I motivi di ricorso vaghi, apodittici o meramente ipotetici rischiano l'inammissibilità; le deduzioni devono essere circostanziate e supportate da riferimenti precisi agli atti.

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