Cassazione Penale, Sentenza n. 29343/2023 del 06/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'appello di Torino del 25/11/2021 che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado (giudizio abbreviato). Le censure sono eterogenee e comprendono: vizi di qualificazione giuridica dei fatti (riciclaggio vs ricettazione, usura, intestazione fittizia, associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori, corruzione), mancata o contraddittoria motivazione sul piano sia oggettivo che soggettivo (dolo, consapevolezza della provenienza illecita), errori nella determinazione della pena (applicazione o esclusione della recidiva, bilanciamento delle attenuanti, calcolo della continuazione e degli aumenti), violazioni procedurali (omessa valutazione di questioni di prescrizione o motivi non devoluti in appello) e contestazioni sulle prova testimoniale e sulle intercettazioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha, in massima parte, dichiarato i ricorsi inammissibili. Sono state disposte due parziali annullamenti con rinvio: a) nei confronti di Bonadonna Silvana, annullamento limitato alla valutazione della circostanza attenuante prevista dall'art. 648-bis, comma quarto, con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Torino per nuovo giudizio su quel punto; l'affermazione di responsabilità per il reato ascritto al capo 28) è stata dichiarata irrevocabile; b) nei confronti di De Pace Giuseppe, annullamento limitato ai reati indicati ai capi 59), 73) e 78) e rinvio per nuovo giudizio su tali punti. Per il resto i ricorsi di Bonadonna e De Pace sono stati dichiarati inammissibili; i ricorsi degli altri imputati (Del Corso Sabrina, Macrì Renato, Mollo Walter Saverio, Murace Franca, Ricupero Carlo, Yarma Ataouje Yannet Ibet e Truscelli Paolo) sono stati dichiarati inammissibili. Sono state confermate le statuizioni di condanna divenute irrevocabili e condannati i ricorrenti alle spese processuali nella parte in cui il ricorso è stato dichiarato inammissibile. In sintesi: conferma generalizzata delle decisioni di merito salvo limitati rilievi formali/sostanziali per Bonadonna e De Pace e rinvio per nuovo esame su tali punti.
Norme richiamate
art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)
la Corte richiama i criteri per la configurazione del reato: elementi oggettivi (operazioni che ostacolano l'identificazione della provenienza delittuosa) e soggettivi (consapevolezza della provenienza illecita); nella decisione di cassazione si rileva che, in alcuni punti, il giudice di merito ha applicato la norma in modo discutibile con valutazioni sul bilanciamento delle attenuanti e sulla natura delle operazioni tracciabili
art. 648 cod. pen. (ricettazione)
richiamata per distinguere la fattispecie dalla più grave ipotesi di riciclaggio: la Corte ricorda che, in presenza di somme provenienti da distrazioni societarie o appropriazioni, può essere più corretta la qualificazione come concorso in bancarotta o come ricettazione a seconda degli elementi di consapevolezza e della natura dell'operazione
art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)
usata per valutare l'esistenza del sodalizio, l'affectio societatis e il contributo dei singoli: la Corte di merito ha ritenuto dimostrata la partecipazione per vari imputati; la Cassazione richiede specificità nei motivi di impugnazione quando si contesta tale ricostruzione
art. 416-bis.1 cod. pen. (circostanze aggravanti connesse a metodo mafioso/agevolazione)
la Corte sottolinea che l'aggravante 'di mafia' può essere valutata distinto dalle altre aggravanti e che, ai fini del bilanciamento con le attenuanti generiche, alcune circostanze aggravanti (come quelle di mafia) non sono soggette al bilanciamento previsto dall'art. 69, comma quarto
art. 512-bis cod. pen. (trasferimento fraudolento di valori)
richiamato nelle censure relative ai trasferimenti e alle intestazioni fittizie; la Corte osserva la necessità di motivare non solo l'elemento oggettivo ma il dolo specifico volto ad eludere misure patrimoniali
art. 319 cod. pen. (corruzione per l'esercizio della funzione)
la Corte evidenzia che, pur non essendo la proporzionalità elemento costitutivo del reato, l'irrilevanza della utilità percepita può influire sulla prova del nesso sinallagmatico; la motivazione deve valutare la corrispettività tra utilità e atto
art. 99 cod. pen. (recidiva)
discussa in relazione al bilanciamento con le attenuanti generiche e all'applicabilità: la Cassazione richiama la necessità di motivare adeguatamente la valutazione della recidiva e la compatibilità con le attenuanti
art. 69 cod. pen., comma quarto (bilanciamento attenuanti/aggravanti)
richiamato rispetto al problema della prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva e al principio che alcune aggravanti speciali non sono soggette al bilanciamento; la Corte conferma che il giudice di merito deve applicare correttamente i limiti del divieto di reformatio in peius
art. 216 legge fallimentare (bancarotta)
utilizzata per qualificare il reato presupposto in relazione alla provenienza delle somme e per distinguere tra riciclaggio e concorso nell'appropriazione/bancarotta: la giurisprudenza richiamata dalla Cassazione indica che il reato rilevante può essere il concorso nell'illecito fallimentare anziché il riciclaggio
art. 129 cod. proc. pen. (proscioglimento per cause previste dall'atto di impugnazione/concordato)
citato nelle doglianze sulla mancata pronuncia di proscioglimento in presenza di concordato o negoziazione che incidono sull'affermazione di responsabilità; la Corte segnala i limiti di motivazione quando questioni non sono state correttamente devolute
art. 606 cod. proc. pen. (motivi di ricorso per cassazione)
richiamato perché i ricorrenti devono formulare motivi specifici previsti da tale articolo; la Cassazione ha dichiarato inammissibili numerosi ricorsi per mancanza di specificità dei motivi o per doglianze non devolute al giudice di merito
art. 445 cod. proc. pen. (estinzione degli effetti penali di una pena applicata su richiesta delle parti)
richiamato nelle questioni sulla computazione della recidiva e sugli effetti di sentenze di applicazione della pena che possono aver estinto effetti penali pregressi
Massime di principio
- Per il riciclaggio (art. 648-bis): non è sufficiente il mero accredito su conto corrente per escludere il reato; il giudice deve valutare se l'operazione, pur tracciabile, abbia comunque inciso sull'identificazione della provenienza illecita e se l'imputato fosse consapevole della natura illecita dei fondi.
- Qualificazione dei fatti: quando le somme derivano da appropriazioni societarie o distrazioni confluite in bancarotta, è necessario valutare se la fattispecie corretta sia concorso nel reato fallimentare/appropriazione (o ricettazione) e non automaticamente riciclaggio; la distinzione dipende dall'elemento soggettivo e dalle modalità operative.
- Prove e contraddizioni della vittima/testimoni: le discrepanze superabili o di poco conto non invalidano automaticamente la testimonianza se sussistono riscontri; tuttavia il giudice deve motivare compiutamente la valutazione dell'attendibilità e dei riscontri.
- Motivi di cassazione e specificità: i motivi devono essere specifici e conformi agli artt. 606 e seguenti c.p.p.; doglianze generiche o non devolute in appello sono spesso dichiarate inammissibili.
- Recidiva e bilanciamento con attenuanti: il giudice deve motivare esaustivamente l'applicazione della recidiva e la sua compatibilità con le attenuanti generiche; alcune aggravanti speciali (es. aggravanti di tipo mafioso) non sono soggette a bilanciamento ai sensi dell'art. 69, comma quarto.
- Corruzione: l'entità esigua dell'utilità rileva sul piano probatorio per il nesso sinallagmatico; il giudice deve valutare se l'utilità sia coerente con gli atti contestati.
- Concordati e riti: accordi, riti alternativi o rinunce dei coimputati possono incidere sul singolo processo, ma non valgono automaticamente a favore o contro altri imputati; ogni posizione va valutata con specifica motivazione.
- In caso di errori di diritto o di motivazione sui profili contestati, la Corte di Cassazione può annullare limitatamente ai profili viziati e rinviare ad altra sezione per nuovo giudizio anziché disporre la riforma integrale.
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