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Sentenza

Sentenza n. 1735/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202401165

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto prefettizio di revoca della nomina a guardia particolare giurata e della licenza di porto d’armi a tassa ridotta, con divieto di detenere armi, munizioni e materiali esplodenti

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il decreto prefettizio deducendo violazione degli artt. 11, 38, 39, 43 e 138 del T.U.L.P.S. e dell’art. 3, comma 1, lettera b), del decreto ministeriale 16 marzo 2022, nonché eccesso di potere per violazione del principio di proporzionalità, carenza di istruttoria, difetto di motivazione, manifesta ingiustizia e travisamento dei fatti. Il provvedimento era fondato su un contesto familiare caratterizzato da tensioni e litigi, culminato in un intervento delle forze dell’ordine, nonché sulla reiterata violazione delle regole relative alla custodia e alla denuncia delle armi: omessa denuncia del trasferimento di un’arma presso l’abitazione dei genitori, omessa denuncia della detenzione di 50 munizioni e omessa menzione di 75 cartucce. Per tali condotte la ricorrente era stata segnalata all’autorità giudiziaria e il procedimento penale era stato definito mediante oblazione. La ricorrente ha sostenuto, quanto all’episodio familiare, di essere stata vittima di un’aggressione e, quanto alle violazioni in materia di armi, l’episodicità e la scarsa offensività delle condotte. Ha inoltre chiesto che il giudice ordinasse all’amministrazione di esplicitare le ragioni del diniego di accesso e, se necessario, di depositare ulteriori atti del procedimento.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha riconosciuto che l’autorità di pubblica sicurezza dispone di ampia discrezionalità nella valutazione dell’affidabilità del soggetto in materia di detenzione e porto d’armi, trattandosi di poteri cautelari e preventivi, non sanzionatori, esercitabili anche in assenza di condanne penali o misure di pubblica sicurezza. Per la nomina a guardia particolare giurata è richiesto il requisito della buona condotta e una particolare affidabilità, valutata con riguardo all’attività svolta e alla prevenzione di abusi nell’uso delle armi. Nel caso concreto, il provvedimento era adeguatamente motivato e sorretto da un’istruttoria sufficiente, poiché le plurime e incontestate violazioni delle regole sulla detenzione e denuncia delle armi, specificamente attinenti al bene della vita tutelato dalla funzione di guardia giurata, giustificavano autonomamente la prognosi di inaffidabilità. L’esito del procedimento penale per oblazione non impediva tale valutazione amministrativa. Il riferimento al contesto familiare litigioso non è stato ritenuto decisivo e il TAR ha riconosciuto che la ricorrente avrebbe potuto essere stata vittima dell’aggressione; tuttavia il decreto era plurimotivato e le violazioni della normativa sulle armi costituivano una motivazione autonoma sufficiente. La richiesta relativa all’accesso è stata ritenuta irrituale: il diniego avrebbe dovuto essere contestato con ricorso autonomo o con istanza endoprocessuale ai sensi dell’art. 116 c.p.a., mentre la ricorrente si era limitata a chiedere una spiegazione delle ragioni del diniego. Il giudice ha inoltre escluso la necessità di acquisire ulteriori atti ai sensi dell’art. 64, comma 3, c.p.a., ritenendo la causa già sufficientemente istruita. Le spese sono state poste a carico della ricorrente e liquidate in 2.000 euro, oltre accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • artt. 11, 39 e 43 R.D. 773/1931 (T.U.L.P.S.)

    "il compito dell’Autorità di pubblica sicurezza ... non è sanzionatorio o punitivo ma è quello di natura cautelare consistente nel prevenire abusi nell’uso delle armi da parte di soggetti non pienamente affidabili"

    Attribuiscono all’autorità di pubblica sicurezza un’ampia discrezionalità preventiva nella valutazione dell’affidabilità in materia di armi, anche in assenza di condanne penali o misure di pubblica sicurezza.

  • art. 138 R.D. 773/1931 (T.U.L.P.S.)

    "le guardie giurate ... devono possedere il requisito della buona condotta"

    La buona condotta e la particolare affidabilità costituiscono requisiti per la nomina e il mantenimento della qualifica di guardia particolare giurata; la valutazione riguarda complessivamente lo stile di vita e deve essere riferita alle funzioni da svolgere.

  • artt. 8-13 R.D. 773/1931 (T.U.L.P.S.)

    Prevedono le regole generali applicabili alle autorizzazioni di polizia, cui si aggiungono i requisiti specifici stabiliti dall’art. 138 T.U.L.P.S. per le guardie giurate.

  • art. 3, comma 1, lettera b), D.M. 16 marzo 2022

    È indicato dalla ricorrente tra le norme asseritamente violate, ma la sentenza non ne esplicita autonomamente il contenuto interpretativo.

  • art. 116 c.p.a.

    "prevede un ricorso autonomo (comma 1), ovvero una istanza cd. ‘endo-processuale’ (comma 2)"

    Il diniego espresso o tacito di accesso ai documenti deve essere contestato mediante l’azione speciale di cui all’art. 116 c.p.a.; non è sufficiente una generica richiesta al giudice di ordinare all’amministrazione di spiegare le ragioni del diniego.

  • art. 64, comma 3, c.p.a.

    Il potere del giudice di ordinare all’amministrazione il deposito di atti e documenti non deve essere esercitato quando la causa è già adeguatamente istruita e gli atti disponibili sono sufficienti alla decisione.

Massime di principio

  • In materia di detenzione e porto d’armi, l’autorità di pubblica sicurezza esercita una discrezionalità ampia e di natura cautelare, finalizzata a prevenire abusi e a tutelare la pubblica incolumità; il giudizio di inaffidabilità può fondarsi anche su fatti non sfociati in condanne penali o misure di pubblica sicurezza.
  • La definizione del procedimento penale mediante oblazione non impedisce all’autorità amministrativa di valorizzare i fatti sottostanti ai fini della valutazione prognostica di affidabilità nell’uso e nella custodia delle armi.
  • Per la nomina e il mantenimento della qualifica di guardia particolare giurata è richiesto un livello di affidabilità particolarmente elevato e una condotta improntata al massimo rispetto della legalità, valutata in relazione alle specifiche funzioni di prevenzione e protezione svolte.
  • La reiterata violazione delle regole sulla denuncia, custodia e detenzione delle armi può autonomamente giustificare il giudizio di inaffidabilità necessario per la revoca dei titoli di polizia, quando il provvedimento esponga adeguatamente i fatti e il nesso con il rischio di abuso.
  • In presenza di una motivazione plurima, la legittimità del provvedimento può essere sorretta autonomamente da uno dei motivi indicati, se tale motivo è di per sé sufficiente; l’eventuale erroneità o irrilevanza di un ulteriore elemento motivazionale non determina l’annullamento dell’atto.
  • Il diniego di accesso ai documenti amministrativi deve essere contestato mediante il ricorso autonomo o l’istanza endoprocessuale previsti dall’art. 116 c.p.a.; non è ammissibile sostituire tale azione con una generica richiesta di chiarimenti o di deposito documentale rivolta al giudice del merito.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaAccesso documentaleInvalidità del provvedimento
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativoAccesso e trasparenza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezza

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