Sentenza n. 679/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza n. 859/2024 del Tribunale di Modena, Sezione Lavoro, pubblicata in data 21.11.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 859/2024 del Tribunale di Modena, Sezione Lavoro, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (beneficiario del giudicato)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza n. 859/2024 del Tribunale di Modena, Sezione Lavoro, pubblicata il 21 novembre 2024 e passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria il 12 settembre 2025. La sentenza era stata notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente. Il ricorso è stato proposto ai sensi dell'art. 114 c.p.a. nei confronti del Ministero dell'Istruzione e del Merito, rimasto non costituito.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, ritenendo comprovata la perdurante inadempienza dell'Amministrazione rispetto a una sentenza definitiva passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza del Tribunale di Modena entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto. Per l'eventuale ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna, o un funzionario da lui delegato, con facoltà di subdelega, da attivarsi su istanza del ricorrente entro i successivi sessanta giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 600 euro, oltre spese generali, oneri accessori e restituzione del contributo unificato se versato, con distrazione in favore dei difensori.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza; accertata l'inottemperanza a un giudicato, il giudice ordina all'amministrazione di eseguire la decisione e può predisporre la nomina preventiva di un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inerzia.
Massime di principio
- Quando una sentenza passata in giudicato non viene eseguita dall'amministrazione, dopo la notificazione utile a far decorrere il termine dilatorio previsto per l'esecuzione, il beneficiario può agire in ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a.
- Accertata la perdurante inadempienza dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare l'esecuzione delle statuizioni del giudicato entro un termine prefissato, tenendo conto degli importi eventualmente già corrisposti.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, da attivare su istanza della parte, per provvedere in via sostitutiva in caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione.
- La soccombenza nel giudizio di ottemperanza comporta la condanna dell'amministrazione inadempiente alle spese processuali e, se dovuto, alla restituzione del contributo unificato.
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