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Ordinanza

Ordinanza n. 987/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia: -della deliberazione di Giunta Regionale n. 77 del 6 marzo 2026; -di tutti gli atti presupposti, consequenziali o comunque connessi, tra cui, in particolare, la nota prot. n. 43953 del 20 gennaio 2026 e la nota del 3 febbraio 2026 a firma dell’Assessore alle Attività produttive e allo Sviluppo Economico, e infine il decreto del Presidente della Giunta n. 19 del 9 marzo 2026, di nomina del commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202601547

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione della Giunta Regionale della Campania che ha disposto il commissariamento del Consorzio ASI Caserta, unitamente agli atti presupposti e al decreto di nomina del commissario ad acta

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Consorzio ASI Caserta ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, la deliberazione regionale di commissariamento e gli atti connessi, contestando la legittimità dell'iniziativa regionale volta a imporre l'estromissione dalla compagine consortile della Fondazione ASI CE ETS e della Società Consortile Coplus s.r.l. Tra i profili dedotti risultava anche l'irragionevole brevità del termine di tre giorni assegnato dalla Regione per procedere all'estromissione dei due soggetti. La controversia cautelare ha richiesto la verifica, in via sommaria, della legittimità della partecipazione della fondazione e della società consortile al Consorzio ASI alla luce della legge regionale Campania n. 19 del 2013.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per insussistenza del fumus boni juris, sulla base della cognizione sommaria propria della fase cautelare. Ha ritenuto che la legge regionale Campania n. 19 del 2013 disciplini i Consorzi ASI quali enti pubblici economici e individui tassativamente i soggetti ammessi a parteciparvi, in applicazione del principio di riserva di legge che governa la costituzione degli enti pubblici. Le fondazioni di diritto comune non risultano comprese nell'elencazione legislativa e, pertanto, la Fondazione ASI CE ETS non appare legittimata a partecipare al Consorzio. Analoga conclusione è stata prospettata per la Società Consortile Coplus s.r.l., non qualificabile né come consorzio di operatori, poiché nessuno dei suoi soci opererebbe negli agglomerati industriali casertani, né come società consortile operante in ambito locale, in assenza di sede legale, unità operative ed effettiva e continuativa operatività in Campania. Il TAR ha inoltre ritenuto meritevole di tutela l'interesse regionale alla regolare composizione dell'organo assembleare del Consorzio. Ha escluso, in questa fase, la fondatezza della censura relativa alla brevità del termine di tre giorni: il commissariamento non è stato disposto immediatamente dopo la diffida del 3 febbraio 2026, ma con deliberazione del 6 marzo 2026, dopo oltre trenta giorni e tenendo conto della condotta complessiva del Consorzio. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale; il TAR ha deciso sulla sospensione dell'efficacia degli atti impugnati sulla base della cognizione sommaria propria della fase cautelare.

  • art. 1 l.r. Campania n. 19/2013

    Individua i soggetti e gli enti ammessi a partecipare ai Consorzi ASI; l'ordinanza considera tale elencazione tassativa in ragione della riserva di legge relativa alla costituzione degli enti pubblici.

  • art. 2 l.r. Campania n. 19/2013

    Qualifica i Consorzi ASI come enti pubblici economici; tale qualificazione concorre a fondare la necessità di una base legislativa per la composizione consortile.

Massime di principio

  • Quando una legge regionale disciplina la costituzione e la composizione di un ente pubblico economico mediante l'individuazione dei soggetti ammessi a parteciparvi, l'elencazione legislativa può essere interpretata come tassativa in applicazione del principio di riserva di legge che governa la costituzione degli enti pubblici.
  • Una fondazione di diritto comune non può essere ammessa a partecipare a un consorzio pubblico economico se non rientra tra i soggetti espressamente previsti dalla legge istitutiva o disciplinatrice dell'ente.
  • Una società consortile privata non rientra nella categoria delle società consortili operanti in ambito locale quando non abbia sede legale né unità operative nel territorio di riferimento e non vi svolga un'attività effettiva e continuativa.
  • In sede cautelare, l'interesse dell'amministrazione alla regolare composizione dell'organo assembleare di un ente pubblico può concorrere alla valutazione del bilanciamento degli interessi, quando la permanenza di soggetti apparentemente non legittimati incida sulla validità dell'assetto rappresentativo dell'ente.
  • La censura relativa alla brevità del termine assegnato per regolarizzare la composizione di un ente non è sufficiente a fondare il fumus boni juris quando l'amministrazione abbia adottato il successivo provvedimento lesivo dopo un intervallo significativamente superiore al termine iniziale, valutando anche la condotta complessiva del destinatario.

Come è indicizzato

MaterieRegioni e rapporti tra livelli di governoRegolamenti e atti amministrativi generaliTutela cautelare
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePrincipio di legalità e tipicitàRiserva di legge e gerarchia delle fontiProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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