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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15752/2022 del 22/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza del 28/11/2019 della Corte di appello di Genova sostenendo l'intervenuta remissione di querela in relazione ai capi A) e C) (due fatti di truffa), e produce le remissioni formalizzate da Colombo Adriano, Svirska Olena e Lucyna Josefa Marek

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che le remissioni di querela siano inefficaci rispetto ai capi A) e C) perché i reati erano procedibili d'ufficio per la contestazione della recidiva qualificata (circostanza aggravante). La Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite (tra cui la sentenza n. 3585/2020) e ha osservato che, alla data dei fatti (aprile 2013 e gennaio 2014), l'art. 640, comma terzo, c.p. rendeva la truffa procedibile d'ufficio se ricorreva una circostanza aggravante come la recidiva qualificata. Conseguentemente il ricorso è inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali

Norme richiamate

  • art. 649-bis cod. pen.

    Richiamato nella discussione sull'ambito applicativo, ma la Corte ha rilevato che la procedibilità d'ufficio nel caso in esame non deriva dall'art. 649-bis bensì dalla natura della recidiva qualificata come circostanza del reato

  • art. 640, comma terzo, cod. pen.

    Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o un'altra circostanza aggravante

    All'epoca dei fatti (2013-2014) la presenza della recidiva qualificata rientrava fra le circostanze che rendevano la truffa procedibile d'ufficio, facendo così venir meno l'efficacia della remissione di querela

  • art. 2 cod. pen.

    Richiamato ma non ritenuto necessario per risolvere la questione; la procedibilità d'ufficio discendeva dalla natura della recidiva qualificata già vigente al tempo del fatto

  • Sezioni Unite, sent. n. 3585 del 24/09/2020 (dep. 29/01/2021)

    Ha chiarito che la recidiva qualificata è una circostanza del reato che incide anche sulla procedibilità; pertanto non è necessario invocare la nuova normativa per spiegare la procedibilità d'ufficio nei fatti anteriori alla sua entrata in vigore

  • Precedenti della Corte di Cassazione (Sez. U. Grassi, Calibé, Indelicato, Filosofi, Sez. U. n. 20808/2018 e la sentenza Paolini come orientamento contrastante)

    La giurisprudenza consolidata (eccetto l'orientamento Paolini) considera la recidiva come circostanza del reato con effetti anche sulla procedibilità; la pronuncia in esame si inserisce in questa linea giurisprudenziale

Massime di principio

  • La remissione di querela è inefficace quando il reato è procedibile d'ufficio: verificare sempre se sussistono circostanze aggravanti che trasformano la procedibilità
  • La recidiva qualificata è da considerare una circostanza del reato che può rendere procedibile d'ufficio la fattispecie anche se il fatto è stato commesso prima dell'entrata in vigore di nuove norme (es. art. 649-bis)
  • In casi di contestazione di recidiva qualificata è necessario accertare la data dei fatti e l'articolazione normativa vigente allora: la normativa anteriore poteva già prevedere la procedibilità d'ufficio in presenza di aggravanti
  • Se si fa leva sulla remissione di querela come strategia difensiva, verificare preliminarmente l'assenza di circostanze che la rendano inefficace; altrimenti il ricorso che si basa solo su remissioni inefficaci rischia di essere dichiarato inammissibile
  • Quando la procedibilità deriva da circostanze legate alla persona (es. recidiva) o ad aggravanti, l'attenzione difensiva dovrebbe concentrarsi anche sulla contestazione della sussistenza o dell'applicazione della recidiva, oltre che sulla documentazione della remissione

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