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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04129/2026 del 02/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione penitenziaria)

La controversia

Il detenuto ha proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva respinto il reclamo avverso il diniego opposto dall'Amministrazione penitenziaria all'acquisto e alla detenzione di un lettore CD e dei relativi CD musicali. Nel ricorso sono dedotte violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 1, 35-bis e 41-bis ord. pen. e agli artt. 3 e 27 Cost.; con memoria difensiva è stata anche chiesta l'assegnazione del ricorso alla Prima sezione penale. La censura mira sostanzialmente a contestare la legittimità del diniego e la sufficienza della motivazione che ne giustificava il rigetto.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto conforme alla giurisprudenza di legittimità il principio secondo cui, nel regime ex art. 41-bis ord. pen., il diniego di autorizzazione all'acquisto e alla detenzione di compact disc musicali e dei relativi lettori è legittimo quando la messa in sicurezza di tali dispositivi e supporti comporti un impiego di risorse umane e materiali non esigibile per l'Amministrazione penitenziaria. Nel caso concreto, il provvedimento impugnato aveva già esposto compiutamente le ragioni ostative, mentre il ricorrente aveva formulato obiezioni ritenute generiche e non idonee a far emergere specifici profili di illegittimità. Conseguentemente, oltre alla declaratoria di inammissibilità, è stata disposta la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non essendo emersi elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 41-bis ord. pen.

    Nel regime penitenziario differenziato il rilascio dell'assenso all'acquisto e alla detenzione di CD musicali e lettori digitali è subordinato alla verifica concreta che tali oggetti possano essere messi in sicurezza senza imporre all'amministrazione adempimenti inesigibili; in caso contrario il diniego è legittimo.

  • art. 35-bis ord. pen.

    È richiamato come parametro del rimedio esperito avverso il diniego in ambito penitenziario, ma la Corte non affronta un tema autonomo di interpretazione della norma oltre a ritenere infondate/generiche le doglianze.

  • art. 1 ord. pen.

    È evocato dal ricorrente come norma violata, senza che la Corte sviluppi un autonomo principio applicativo.

  • art. 3 Cost.

    È richiamato dal ricorrente, ma non viene ravvisata dalla Corte una specifica lesione costituzionale.

  • art. 27 Cost.

    È richiamato dal ricorrente, ma non viene riconosciuta dalla Corte una violazione del principio costituzionale evocato.

Massime di principio

  • Nel regime detentivo differenziato ex art. 41-bis ord. pen., l'autorizzazione all'acquisto e alla detenzione di supporti e dispositivi musicali non è in astratto esclusa, ma richiede una verifica concreta della possibilità di messa in sicurezza senza aggravio non esigibile per l'amministrazione.
  • Il diniego dell'amministrazione penitenziaria è legittimo quando sia sorretto da una motivazione specifica che evidenzi l'incidenza dell'oggetto richiesto sull'organizzazione dell'istituto e sull'impiego di risorse umane e materiali.
  • In cassazione, doglianze generiche o non ancorate a specifici vizi del provvedimento impugnato non sono idonee a scardinare una motivazione puntuale e conducono all'inammissibilità del ricorso.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, la condanna al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende presuppone che non emergano elementi atti a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieReati ostativiImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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