Sentenza del 04/11/2024 n. 6630 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio
Finanza locale - IMU - ICI - Terreno - Natura edificabile - valori venali medi derivanti dalla qualificazione operata dal PRG - Insufficienza - Sussistenza di vincoli all'edificabilità - Rilevano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorso contestava un avviso di accertamento IMU per l'anno 2018 (importo complessivo € 770,83) relativo a un terreno in parte destinato a zona D industriale. Il nucleo della controversia è se, per determinare la base imponibile, l'ente impositore possa limitarsi ai valori venali medi derivanti dalla qualificazione del Piano Regolatore Generale (PRG) oppure debba valutare concretamente l'attualità delle potenzialità edificatorie del terreno e l'incidenza di eventuali vincoli e degli oneri di urbanizzazione. Il Comune sosteneva che il terreno resta edificabile e che la mera qualificazione PRG sarebbe sufficiente; il contribuente eccepiva che sussistono vincoli che limitano l'effettiva possibilità edificatoria e che quindi il valore venale non può essere determinato unicamente con richiamo ai valori medi del PRG.
La decisione
La Corte d'appello ha dichiarato ammissibile l'appello ma lo ha respinto nel merito, confermando la decisione del primo giudice che aveva accolto il ricorso del contribuente. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione che richiede, oltre alla qualificazione PRG, una verifica concreta dell'attualità delle potenzialità edificatorie e dell'incidenza di vincoli e oneri urbanistici sul valore venale. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese del grado, liquidate in complessivi € 400,00, da assegnare al difensore antistatario.
Norme richiamate
D.Lgs. 546/1992
Richiesto ai fini di ammissibilità dell'appello: l'appellante ha indicato i motivi di impugnazione come previsto dalla norma
Cass. SS.UU. 25506/2006
Principio giurisprudenziale secondo cui l'ente impositore non può limitarsi alla sola qualificazione del PRG nella determinazione del valore venale, ma deve valutare la concreta attualità delle potenzialità edificatorie e l'incidenza degli oneri di urbanizzazione
Cass. 14385/2020
Conferma che, pur rimanendo il terreno di natura edificabile anche in presenza di vincoli, tali vincoli possono incidere sul valore venale e rendono insufficiente un mero richiamo ai valori medi derivanti dalla qualificazione PRG
Massime di principio
- La qualificazione urbanistica (PRG) è un elemento rilevante ma non esclusivo per la determinazione del valore venale ai fini IMU: occorre una valutazione concreta dell'attualità delle potenzialità edificatorie del terreno
- La presenza di vincoli all'edificabilità non determina automaticamente la perdita della natura edificabile del terreno, ma può ridurre il valore venale e quindi la base imponibile
- L'ente impositore non può applicare meccanicamente i valori venali medi derivanti dal PRG senza considerare oneri di urbanizzazione e limitazioni pratiche all'edificabilità
- In caso di contestazione, la valutazione degli oneri e dei vincoli deve essere motivata: la semplice apparenza di edificabilità sul PRG non basta a escludere le considerazioni sui vincoli
- Proceduralmente, l'appello va formalmente motivato secondo l'art. 53 D.Lgs. 546/1992; tuttavia, anche se ammissibile, l'appello che non contrasta le considerazioni tecniche sulla concreta attualità edificatoria può essere respinto
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