Sentenza del 09/10/2015 n. 20264 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società garante aveva pagato il debito in esecuzione di una polizza fideiussoria e aveva poi ottenuto un decreto ingiuntivo contro il debitore principale per recuperare quanto versato. Il decreto era stato registrato con imposta proporzionale, ma la società ne aveva chiesto il rimborso parziale sostenendo che dovesse applicarsi l'imposta fissa, in ragione del principio di alternatività tra IVA e imposta di registro. L'Agenzia delle entrate ha contestato tale impostazione, sostenendo che il decreto riguardasse una condanna alla restituzione di somme e non il corrispettivo di una prestazione soggetta a IVA.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, ha cassato la sentenza favorevole alla società e ha rinviato la causa ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Lombardia, anche per la liquidazione delle spese. La Corte ha stabilito che il decreto ingiuntivo ottenuto dal garante escusso, diretto a recuperare dal debitore principale quanto pagato al creditore, è soggetto all'imposta di registro proporzionale del 3%. Il garante, infatti, non fa valere un corrispettivo per una prestazione soggetta a IVA, ma esercita i diritti derivanti dal pagamento effettuato e dalla surrogazione o dal regresso.
Norme richiamate
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 8, comma 1, lett. b), Tariffa, parte prima
atti dell'autorità giudiziaria [...] recanti condanna al pagamento di somme o valori
I decreti ingiuntivi esecutivi che condannano al pagamento di somme sono soggetti all'imposta di registro proporzionale, nella fattispecie con aliquota del 3%.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 37
I decreti ingiuntivi esecutivi rientrano tra gli atti giudiziari soggetti a imposta di registro.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 40
Il principio di alternatività tra IVA e imposta di registro non si applica quando il decreto ingiuntivo non riguarda il corrispettivo di una prestazione soggetta a IVA.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 22
La distinzione e l'autonomia dei diversi rapporti giuridici impediscono di considerare unitariamente, ai fini dell'imposta di registro, il rapporto principale, la garanzia e il successivo recupero delle somme da parte del garante.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 20
La tassazione dell'atto di registro deve considerare gli effetti giuridici ed economici propri del singolo decreto ingiuntivo, che nel caso concreto sono la reintegrazione patrimoniale del garante.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 33, comma 2
La disposizione sulla surrogazione non conduce all'applicazione dell'imposta fissa o all'esclusione dell'imposta proporzionale, poiché il pagamento del garante non costituisce il corrispettivo di una prestazione della controparte.
D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 8, nota 2, Tariffa, parte prima
L'esclusione dell'imposta proporzionale opera per gli atti giudiziari che dispongono il pagamento di corrispettivi o prestazioni soggetti a IVA; tale eccezione non riguarda il recupero delle somme pagate dal garante.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 10, comma 1, n. 1
La prestazione di garanzia può rientrare nell'ambito IVA, anche se esente; tuttavia, ciò non comporta che il successivo decreto ingiuntivo per il recupero dell'esborso sia assoggettato al regime di alternatività.
Codice civile, artt. 1201 e 1203
Disciplinano la surrogazione nei diritti del creditore; il garante che paga può subentrare nei diritti del creditore, ma il titolo giudiziario successivo resta fiscalmente autonomo.
Codice civile, art. 1949
Il fideiussore che ha pagato il debito è surrogato nei diritti che il creditore aveva contro il debitore.
Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 8, comma 4
Il riferimento al costo delle fideiussioni conferma la distinzione tra il rapporto di garanzia e il successivo diritto del garante a recuperare quanto pagato; tale disposizione non trasforma il recupero in un corrispettivo soggetto a IVA.
Massime di principio
- Quando un garante paga il creditore e successivamente ottiene un decreto ingiuntivo contro il debitore principale per recuperare la somma versata, il decreto riguarda una restituzione o un regresso, non il corrispettivo della prestazione di garanzia.
- Il rapporto principale, il contratto di garanzia e il rapporto successivo tra garante e debitore sono autonomi ai fini fiscali; non devono essere trattati come un'unica operazione inscindibile.
- Il fatto che la prestazione originaria o la garanzia rientri nell'ambito IVA, anche se esente, non determina automaticamente l'applicazione dell'imposta di registro in misura fissa al decreto ingiuntivo ottenuto dal garante.
- Il principio di alternatività IVA-imposta di registro opera solo se l'atto giudiziario dispone il pagamento di un corrispettivo o di una prestazione effettivamente soggetta a IVA; non opera per il semplice recupero di somme già pagate dal garante.
- In situazioni analoghe, il decreto ingiuntivo del garante escusso deve essere normalmente registrato con imposta proporzionale sul valore della condanna, nella fattispecie con aliquota del 3%.
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