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Sentenza

Sentenza del 12/06/2015 n. 12291 - Corte di Cassazione

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Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, che aveva confermato il recupero a tassazione, ai fini IVA, IRPEG e IRAP per l'anno 2003, di alcune spese di consulenza e di spese promozionali relative all'affitto di uno spazio espositivo. La ricorrente ha dedotto, tra l'altro, l'omessa o insufficiente motivazione della CTR per non avere valutato il contratto attuativo di un mandato di consulenza già prodotto in giudizio, la documentazione fiscale del soggetto prestatore e il rapporto di esclusiva con la società distributrice.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto soltanto il secondo motivo, ritenendo insufficiente la motivazione della CTR sulla deducibilità delle spese di consulenza: il giudice regionale non aveva esaminato il successivo contratto attuativo del mandato, documento potenzialmente decisivo per dimostrare l'esistenza e la determinabilità del costo. Gli altri motivi sono stati rigettati o dichiarati inammissibili: la conciliazione relativa ad altre annualità non era stata indicata come decisiva, la questione relativa alla tassazione dei compensi presso il fornitore risultava nuova e le spese promozionali non erano adeguatamente provate come funzionali alla pubblicità dei prodotti della ricorrente. La sentenza è stata cassata limitatamente al punto accolto e la causa è stata rinviata a una diversa Sezione della CTR Lombardia, anche per le spese processuali.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio

    La motivazione del giudice di merito è censurabile quando omette di esaminare un fatto specificamente indicato, controverso e potenzialmente decisivo. Nel caso concreto, la CTR non aveva valutato il contratto attuativo della consulenza, la cui considerazione avrebbe potuto condurre a una diversa decisione.

  • Art. 378 c.p.c.

    Disciplina il deposito di memorie illustrative davanti alla Corte di cassazione; la società se ne è avvalsa per ulteriormente illustrare il ricorso.

Massime di principio

  • In materia di deducibilità dei costi, la documentazione deve dimostrare in modo concreto l'esistenza, l'inerenza e la determinabilità della spesa; un accordo generico o una fattura isolata possono non essere sufficienti.
  • Il giudice tributario deve esaminare tutti i documenti già ritualmente prodotti che siano potenzialmente decisivi, soprattutto i contratti attuativi che precisano oggetto, prestazioni e corrispettivo.
  • La tassazione del ricavo presso il fornitore non dimostra automaticamente la deducibilità del costo per il cliente: occorre comunque provare l'effettività e l'inerenza dell'operazione.
  • Le spese promozionali sostenute a favore di una società collegata o distributrice devono essere supportate da elementi oggettivi che dimostrino il beneficio promozionale per il contribuente; il solo rapporto di esclusiva o una dichiarazione verbale possono non bastare.
  • Le questioni e i documenti rilevanti devono essere introdotti tempestivamente nei precedenti gradi di giudizio e indicati con precisione nel ricorso per cassazione; una questione nuova può essere dichiarata inammissibile.
  • La cassazione con rinvio non comporta automaticamente la vittoria definitiva del ricorrente: il giudice di rinvio deve riesaminare il punto indicato dalla Corte applicando una motivazione completa e coerente.

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