Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 431/2024 del 05/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma che ha respinto il reclamo avverso il decreto del Ministro della Giustizia del 04/04/2022 di sottoposizione al regime differenziato di cui all'art. 41-bis ord. pen. Il ricorrente contestava la fondatezza del decreto e dell'ordinanza per carenza motivazionale e per violazione di legge, deducendo: l'assenza di attuale operatività della cosca Lo Bianco-Barba a seguito di interventi di polizia del 2020; il ristretto campo d'azione della cosca; l'assenza di prove di sodali liberi e della capacità del ricorrente di mantenere contatti (le argomentazioni difensive richiamavano anche precedenti assoluzioni o provvedimenti favorevoli in altri procedimenti)

La decisione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia compiuto una valutazione autonoma conforme ai principi di giurisprudenza consolidata, avendo valutato la sussistenza dei presupposti per l'applicazione del 41-bis sulla base degli elementi indicati (ruolo di vertice attribuito al ricorrente, latitanza prolungata e processi in corso che lo indicano come promotore di un'autonoma 'ndrina collegata alla cosca Lo Bianco-Barba, esistenza di indagati latitanti). La Corte ha ribadito che il regime differenziato ha natura preventiva e non richiede la prova di contatti concreti e attuali, ma la capacità attuale di attivarli o mantenerli; ha escluso che la sentenza di assoluzione del 2010 o altri provvedimenti citati siano idonei a infirmare il quadro probatorio considerato. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 41-bis ord. pen.

    Il regime detentivo differenziato ha finalità preventive: non richiede la prova di contatti attuali ma la sussistenza della capacità di mantenerli o attivarli con l'organizzazione criminale

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma sul delitto di associazione di tipo mafioso; la contestazione di tale reato e il ruolo nel sodalizio costituiscono elemento valutabile ai fini dell'applicazione del 41-bis

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norme che regolano le censure per violazione di legge e vizio di motivazione in cassazione; la Corte ha ritenuto le censure infondate in quanto il giudizio di legittimità è limitato al controllo della coerenza logico-argomentativa e non alla rivalutazione dei fatti

  • Giurisprudenza citata (Sez. 1, n. 18434 del 23/04/2021)

    Principio secondo cui il controllo del Tribunale di sorveglianza sul decreto 41-bis riguarda anche la motivazione e la sussistenza, sulla base delle circostanze indicate, della capacità del soggetto di mantenere collegamenti con la criminalità organizzata e della pericolosità sociale

  • Giurisprudenza citata (Sez. 1, n. 40220 del 20/10/2005)

    Conferma che l'attualità del collegamento con l'organizzazione non va confusa con la necessità di provare contatti concreti, essendo il regime di natura preventiva

Massime di principio

  • Il 41-bis è una misura di carattere eminentemente preventivo: non serve dimostrare contatti concreti e recenti con il clan, ma la capacità attuale del detenuto di attivarli o mantenerli
  • Elementi come il ruolo di vertice nel sodalizio, la latitanza protratta e l'esistenza accertata di sodali ancora liberi sono indizi forti e legittimi per l'applicazione o la proroga del regime differenziato
  • Il Tribunale di sorveglianza esercita un controllo di merito limitato ma significativo sulla sussistenza dei presupposti del 41-bis; la Corte di cassazione verifica la coerenza e la completezza logico-argomentativa del provvedimento senza poter sostituire la propria valutazione dei fatti
  • Precedenti assoluzioni o provvedimenti favorevoli in procedimenti diversi non sono automaticamente determinanti per escludere il 41-bis se riguardano periodi, contestazioni o reati non sovrapponibili agli elementi che giustificano la misura
  • Per impugnare con successo un decreto 41-bis occorre fornire elementi probatori specifici e attuali che dimostrino la mancanza di capacità del detenuto di mantenere o attivare contatti (per esempio prove dell'assenza di sodali attivi, documentazione investigativa contraria, elementi di effettiva dissociazione certificati dall'osservazione penitenziaria)

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.