Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 202/2026 - Catania, Sezione 2

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio inadempimento serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine all'obbligo di concludere il procedimento avviato con il deposito del progetto esecutivo di chiusura del bacino di discarica per rifiuti non pericolosi sita in C.da Grotte S. Giorgio, Catania, e per la conseguente declaratoria dell'obbligo di provvedere, nonché per la nomina di un commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202502450

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulla conclusione del procedimento di chiusura di una discarica per rifiuti non pericolosi

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (gestore di discarica)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente ha depositato il progetto esecutivo di chiusura della discarica ai sensi dell'art. 12 del d.lgs. n. 36/2003, ha comunicato l'ultimazione conforme dei lavori di chiusura e ha sollecitato il sopralluogo finale necessario alla verifica dell'opera e all'avvio della gestione post-operativa. Nonostante il sollecito e la successiva richiesta del Dipartimento regionale dell'Acqua e dei Rifiuti alla Città Metropolitana di Catania di effettuare l'ispezione prevista dalla legge, le amministrazioni non hanno concluso il procedimento con un provvedimento espresso. È stato quindi dedotto il silenzio-inadempimento e chiesto l'accertamento dell'obbligo di provvedere, con nomina di un commissario ad acta. L'Assessorato Regionale del Territorio e dell'Ambiente ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva, assumendosi estraneo alla procedura. La Città Metropolitana ha documentato soltanto la successiva fissazione del sopralluogo, intervenuta dopo la notifica del ricorso.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. Il TAR ha affermato che l'amministrazione è obbligata a concludere con un provvedimento espresso i procedimenti che conseguono obbligatoriamente a un'istanza privata, anche quando ritenga l'istanza irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata. Nel caso concreto, l'ispezione finale prevista dall'art. 12 del d.lgs. n. 36/2003 è stata qualificata come atto dovuto e necessario per la formale chiusura della discarica e per l'avvio della gestione post-operativa. La fissazione tardiva del sopralluogo, successiva alla notifica del ricorso, non ha sanato l'inerzia pregressa né eliminato l'interesse alla decisione, poiché l'obbligo amministrativo riguarda la conclusione dell'intero procedimento mediante un provvedimento finale, non il solo compimento dell'atto istruttorio. L'eccezione di difetto di legittimazione passiva dell'Assessorato Regionale del Territorio e dell'Ambiente è stata respinta, poiché le articolazioni regionali partecipano al complesso procedimento di autorizzazione e controllo in materia di rifiuti. Il TAR ha ordinato alla Città Metropolitana di Catania, in coordinamento con le altre amministrazioni competenti, di concludere il procedimento con un provvedimento espresso e motivato entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l'ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il Segretario Generale della Città Metropolitana di Messina, con un ulteriore termine di sessanta giorni. La Città Metropolitana di Catania è stata condannata alle spese, liquidate in euro 1.000, oltre accessori e contributo unificato; le spese nei confronti delle amministrazioni regionali sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 2 l. 241/1990

    L’Amministrazione ha l’obbligo di provvedere – non di provvedere favorevolmente, ma semplicemente di provvedere – quando il procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza del privato, anche nel caso in cui l’istanza sia manifestamente irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata.

    L'amministrazione deve concludere il procedimento con un provvedimento espresso anche quando ritenga che l'istanza non possa essere accolta; l'obbligo riguarda la decisione espressa e non il suo contenuto favorevole.

  • art. 12 d.lgs. 36/2003

    Prevede l'ispezione necessaria per la verifica della chiusura della discarica; tale adempimento è stato qualificato come atto dovuto e propedeutico alla conclusione formale del procedimento e all'avvio della gestione post-operativa.

Massime di principio

  • Quando un procedimento amministrativo consegue obbligatoriamente a un'istanza del privato, l'amministrazione deve concluderlo con un provvedimento espresso, anche se ritiene l'istanza irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata.
  • Nel procedimento di chiusura di una discarica, l'ispezione finale prevista dall'art. 12 del d.lgs. 36/2003 costituisce un adempimento dovuto e necessario per la formale chiusura dell'impianto e per l'avvio della gestione post-operativa.
  • Il successivo compimento di un atto istruttorio, avvenuto dopo la proposizione del ricorso contro il silenzio, non elimina l'illegittimità dell'inerzia pregressa né fa venir meno l'interesse alla pronuncia quando non sia stato adottato il provvedimento conclusivo.
  • Nel giudizio sul silenzio, il giudice può ordinare all'amministrazione competente di concludere l'intero procedimento entro un termine perentorio e nominare preventivamente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiAmbienteProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.