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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28959/2022 del 21/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava la mancata declaratoria del vincolo della continuazione tra il furto aggravato dell'autovettura di proprietà di Vittorio Delli Ponti e le lesioni personali con investimento di Antonio D'Andria. Sosteneva che il furto fosse strumentale a un intento ritorsivo: l'autore avrebbe rubato l'auto per poi investirne la vittima, avendo inoltre fatto salire a bordo la figlia della vittima per renderla spettatrice della vendetta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che non siano stati forniti elementi concreti idonei a dimostrare l'esistenza di un disegno criminoso unitario che collegasse il furto e l'aggressione: mancava prova della prevedibilità di incontrare la vittima al momento dell'uso del veicolo, e l'esistenza di un 'proposito costante' di nuocere non equivale alla prova di una programmazione unitaria degli eventi. Perciò il ricorso non ha scardinato la valutazione logica delle risultanze di merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per indicare che il motivo di ricorso è stato enunciato nei limiti prescritti dalla normativa sulle impugnazioni in Cassazione; posto come vincolo formale alla formulazione del motivo.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Norma richiamata in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale; misura procedurale adottata nel periodo di emergenza per l'inoltro degli atti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per la conseguenza dell'inammissibilità del ricorso: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo, Rv. 270074 - 01)

    Giurisprudenza richiamata per i criteri di riconoscimento della continuazione: omogeneità dei reati e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità e causali, sistematicità e programmazione; occorre che i reati successivi fossero pianificati almeno nelle linee essenziali al momento del primo reato.

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione fra più reati è necessario dimostrare elementi oggettivi di unità del disegno criminoso (omogeneità dei beni protetti, contiguità spazio-temporale, modalità e cause comuni, pianificazione almeno nelle linee essenziali).
  • La presenza di un movente di vendetta o di un proposito costante di nuocere non è di per sé sufficiente a dimostrare la programmazione unitaria richiesta per la continuazione.
  • Occorre provare la prevedibilità e la strumentalità del primo reato rispetto ai successivi (ad esempio che il furto sia stato compiuto allo scopo concreto e prevedibile di commettere l'aggressione con quel mezzo). Deduzioni generiche o mere asserzioni non contrastano la valutazione dei giudici di merito.
  • In mancanza di indicatori concreti di pianificazione, i reati successivi potrebbero essere qualificati come determinazioni estemporanee; in tali casi il rimedio è la conferma delle autonome responsabilità per ciascun fatto.
  • Chi impugna deve fornire un quadro probatorio capace di scardinare la ricostruzione logica del merito; l'onere di dettagliare collegamenti causali e temporali concreti grava sul ricorrente.

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