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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35075/2025 del 28/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Catania, deducendo: (1) mancanza di motivazione su tutti i motivi d'appello, con particolare riguardo alla contestazione della sua responsabilità per il reato di estorsione, sostenendo l'insussistenza del fatto; (2) violazione di legge e mancanza di motivazione per la mancata qualificazione del fatto ai sensi dell'art. 2635 c.c.; (3) omessa applicazione delle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto i motivi generici e ripetitivi, perché sostanzialmente sovrapponibili alle doglianze già esaminate e respinte in appello, e non correlati alle ragioni della decisione impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che la sentenza di merito aveva già adeguatamente spiegato, con motivazione immune da vizi logici, la sussistenza delle condotte estorsive, della minaccia e l'assenza di parità tra l'imputato e gli autotrasportatori; inoltre, aveva escluso i presupposti della corruzione tra privati e aveva motivato il diniego delle attenuanti generiche valorizzando il comportamento processuale ed extra-processuale dell'imputato e la rilevante offensività di condotte estorsive plurime e protratte nel tempo. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 629 c.p.

    Norma evocata dal ricorrente come titolo del reato di estorsione contestato, rispetto al quale lamentava l'insussistenza del fatto.

  • art. 591, comma 1, lett. c), c.p.p.

    La mancanza di specificità dei motivi di ricorso determina l'inammissibilità dell'impugnazione.

  • art. 2635 c.c.

    Norma invocata dal ricorrente per sostenere una diversa qualificazione giuridica del fatto come corruzione tra privati; la Corte richiama l'insussistenza dei relativi requisiti essenziali.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche sono state negate per elementi ostativi individuati nel comportamento dell'imputato e nella concreta offensività delle condotte.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando i motivi si limitano a riproporre censure già formulate in appello senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La specificità del motivo di ricorso richiede una effettiva correlazione tra le ragioni della decisione impugnata e le critiche dedotte; la mera reiterazione delle doglianze già respinte integra genericità.
  • La mancata qualificazione del fatto in una diversa fattispecie non può essere censurata utilmente se il giudice di merito ha escluso in modo non illogico i requisiti essenziali della diversa figura incriminatrice.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo quando il giudice valorizza elementi concreti quali il comportamento processuale dell'imputato e la gravità/offensività di condotte plurime e protratte nel tempo.
  • In sede di legittimità la motivazione è sindacabile solo nei limiti della sua esistenza, coerenza e non manifesta illogicità; non è sufficiente proporre una diversa lettura del fatto già esaminato dai giudici di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEstorsioneCorruzione
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioDelitti economici
IstitutiOnere della prova

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