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Sentenza

Sentenza n. 1064/2026 - Genova, Sezione 1

per l'annullamento ​del provvedimento della Prefettura di Imperia -OMISSIS- (recante il codice pratica -OMISSIS-), con il quale è stata disposta la revoca del nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato rilasciato in data 3 marzo 2026 in favore di lavoratore straniero

Giustizia amministrativa202600788

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato, motivata dalla presenza di un precedente penale del lavoratore straniero

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (datore di lavoro)

Prevale il privato

La controversia

Il datore di lavoro ha impugnato la revoca prefettizia del nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato, rilasciato il 3 marzo 2026, deducendo l’illegittimità della determinazione fondata sulla presenza di un precedente penale del lavoratore straniero. Nel corso del giudizio l’Amministrazione ha comunicato il rilascio di un nuovo nulla osta in data 1° settembre 2026 e ha chiesto la cessazione della materia del contendere. Il ricorrente ha aderito alla richiesta, insistendo per la condanna alle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, prendendo atto del sopravvenuto rilascio del nulla osta e dell’adesione del ricorrente. Ai fini della soccombenza virtuale, il Collegio ha ritenuto che l’Amministrazione non avrebbe potuto applicare l’effetto preclusivo previsto dall’art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998, poiché il lavoratore aveva ottenuto una sentenza di estinzione del reato risalente al 2018. Il Ministero dell’Interno è stato quindi condannato alla rifusione delle spese di lite, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori, nonché del contributo unificato, ove versato.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Sono state sentite le parti ai sensi dell’art. 60 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio, previo avviso alle parti.

  • art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    non avrebbe potuto operare nei suoi confronti l’effetto preclusivo di cui all’art. 22, co. 5-ter del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    L’effetto preclusivo collegato al precedente penale non opera quando, come nel caso esaminato, il reato risulta estinto con sentenza risalente al 2018.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento, l’Amministrazione adotta un nuovo provvedimento pienamente satisfattivo della pretesa del ricorrente e quest’ultimo aderisce alla richiesta, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • Ai fini della soccombenza virtuale, la revoca del nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato non può essere giustificata dall’effetto preclusivo derivante da un precedente penale qualora il reato sia stato dichiarato estinto con sentenza risalente al periodo rilevante per la valutazione amministrativa.
  • La cessazione della materia del contendere non impedisce al giudice di procedere alla valutazione della soccombenza virtuale e di porre le spese a carico dell’Amministrazione che, sulla base degli elementi disponibili, avrebbe dovuto adottare una determinazione favorevole al ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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