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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35687/2024 del 23/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano del 20/06/2023: i ricorrenti impugnano sia profili di diritto processuale (incompetenza territoriale, nullità per mancata messa a disposizione degli atti ex art. 415-bis c.p.p., diniego di acquisizione/rinnovazione di prove ex art. 507 c.p.p., ammissibilità e utilizzabilità delle dichiarazioni di testi e delle intercettazioni, omissioni notifica) sia questioni di merito (attendibilità del collaboratore/correo Volpi, qualificazione giuridica dei fatti tra corruzione propria vs corruzione per l'esercizio della funzione o concussione, prescrittione dei reati, confisca e statuizioni civili, responsabilità amministrativa della Coedil e rilevanza del modello 231 ante delictum).

La decisione

Decisione della Corte di Cassazione: 1) COEDIL S.r.l.: ricorso rigettato; la mancata acquisizione del presunto modello organizzativo ante delictum non è stata ritenuta decisiva e l'esercizio del potere discrezionale del giudice di merito ex art. 507 c.p.p. è legittimo; condanna dell'ente al pagamento delle spese processuali (correzione di omissione formale nel dispositivo). 2) Lotumolo Armando: ricorso rigettato nella sua quasi totalità; respinte le censure processuali e di merito; confermata la motivazione della Corte territoriale riguardo a intercettazioni, dichiarazioni di Volpi e riscontri; revocate però le statuizioni civili relative al capo E (tablet da 400 euro) perché la prescrizione era intervenuta prima della sentenza di primo grado; revocata dalla Corte d'appello la confisca di euro 6.500 (già disposto in appello). 3) Innocenti Stanislao Virgilio: ricorso parzialmente fondato; la Corte di Cassazione ha rilevato insufficiente la qualificazione giuridica operata dalla Corte territoriale per il capo U (corruzione propria) e ha riqualificato il fatto ai sensi dell'art. 318 c.p. (corruzione per l'esercizio della funzione), con conseguente declaratoria di estinzione del reato per prescrizione e annullamento senza rinvio; confermate invece altre statuizioni civili salvo le somme riferite al capo E (che vanno revocate come per Lotumolo). 4) Ascione Massimiliano: ricorso parzialmente fondato; la Corte ha annullato la sentenza d'appello in relazione alla qualificazione giuridica (concussione vs corruzione/induzione) e ha disposto rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Milano per un nuovo giudizio sui profili relativi alla natura del rapporto tra le parti e alla ricostruzione del carattere costrittivo della condotta (necessità di nuovo esame della sussistenza della concussione). 5) Disposizioni procedural-economiche: Lotumolo e Innocenti condannati alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della Parte civile Comune di Milano; altresì emendata omissione formale circa l'obbligo di pagamento delle spese per Coedil.

Norme richiamate

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Potere discrezionale del giudice di merito di acquisire nuove prove: la mancata assunzione di prova sollecitata mediante art. 507 non è sindacabile come vizio automatico in Cassazione se l'ammissione non era stata chiesta ai sensi dell'art. 495, comma 2; l'esercizio del potere con motivazione insufficiente non comporta sanzione automatica.

  • art. 495, comma 2 cod. proc. pen.

    Richieste di ammissione di mezzi di prova: la mancata deduzione specifica impedisce il sindacato in Cassazione della mancata acquisizione successiva ex art. 507.

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Obbligo di messa a disposizione degli atti dell'indagine: l'omesso deposito non determina automaticamente la nullità dell'atto di rinvio a giudizio, ma può comportare inutilizzabilità di singoli atti se dedotto e provato; la Corte ha ritenuto la censura infondata e non decisiva.

  • art. 195 cod. proc. pen.

    Divieto/parcelle della testimonianza dell'«operante» su dichiarazioni di terzi: può deporre l'operante sulle attività investigative e su elementi percepiti fuori da specifico contesto procedimentale; la Corte ha ritenuto legittimo l'uso delle dichiarazioni dell'operante nel quadro indicato.

  • art. 192 cod. proc. pen. (commi 2 e 3)

    Regole di valutazione delle intercettazioni: le conversazioni tra terzi che rilevino elementi a carico dell'imputato possono costituire fonte diretta di prova se valutate con criteri di linearità logica; la Corte ha ritenuto la valutazione dei giudici di merito congrua.

  • art. 317 cod. pen.

    Concussione: reato richiede condotta costrittiva del pubblico ufficiale e stato di soggezione della vittima; la Corte ha ritenuto che per Ascione non fosse pacifica la sussistenza della concussione e ha disposto rinvio per nuovo esame della qualificazione.

  • art. 318 cod. pen.

    Corruzione per l'esercizio della funzione (riqualificazione): quando non è individuato un specifico atto contrario ai doveri d'ufficio, la fattispecie può essere riqualificata dall'originaria corruzione propria in corruzione per l'esercizio della funzione; ciò è stato operato nei confronti di Innocenti e ha portato all'estinzione per prescrizione.

  • d.lgs. n. 231/2001, art. 12 comma 2 lett. b) e art. 6 comma 1 lett. c)

    Rilevanza del modello organizzativo ai fini dell'esimente o attenuante per responsabilità amministrativa degli enti: la mancata acquisizione di un modello preesistente non è sempre decisiva; i giudici di merito hanno valutato il materiale prodotto e motivato di conseguenza.

  • art. 578 cod. proc. pen.

    Effetti civili della prescrizione: la condanna per effetti civili può essere disposta solo se la causa estintiva interviene dopo la pronuncia della sentenza di primo grado; statuizioni civili non possono rimanere se la prescrizione è intervenuta prima della sentenza di primo grado (come rilevato e applicato per il capo E).

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Accertamento della penale responsabilità nonostante declaratoria di prescrizione: la Corte ha richiamato il secondo comma per valutare la congruità della motivazione ove si dichiari prescrizione ma non si dimostri l'evidenza dell'innocenza.

  • art. 323-bis cod. pen.

    Circostanza attenuante richiamata dalle parti: la sua valutazione è divenuta assorbita o irrilevante alla luce della declaratoria di estinzione per prescrizione e delle riqualificazioni operate.

Massime di principio

  • La mancata produzione integrale degli atti di indagine al momento dell'avviso ex art. 415-bis c.p.p. non comporta automaticamente la nullità del giudizio; il rimedio praticabile è l'inutilizzabilità degli atti specificamente indicati e dedotti, non l'annullamento generalizzato del processo.
  • Le richieste ex art. 507 c.p.p. (acquisizione integrativa di prove) rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e la loro mancata accoglienza non costituisce di per sé vizio rilevabile in Cassazione, salvo che risulti che l'acquisizione fosse decisiva e che non vi fossero elementi sufficienti per la decisione.
  • Le testimonianze rese da collaboratori o correi (o da 'soci occulti') sono valutabili se corredate da riscontri indipendenti (intercettazioni, attività di polizia giudiziaria, documentazione); l'assenza di riscontri può rendere tali dichiarazioni insufficienti, ma la valutazione è rimessa al giudice del merito e sindacabile in Cassazione solo per illogicità manifesto della motivazione.
  • Intercettazioni tra terzi che riferiscano fatti a carico dell'imputato possono costituire prova diretta se valutate secondo criteri di linearità logica; il giudice deve specificare quali conversazioni assumono rilievo e perché.
  • Per la configurazione della corruzione propria è necessario individuare un 'atto contrario ai doveri di ufficio'; senza tale individuazione il fatto può essere riqualificato in corruzione per l'esercizio della funzione (meno grave) con possibili effetti sulla prescrizione e sull'esito penale.
  • La distinzione tra concussione e corruzione richiede una valutazione attenta del carattere costrittivo o della posizione di soggezione della vittima: la mera richiesta di utilità, anche ripetuta, non è automaticamente concussione se manca l'elemento della costrizione psicologica idonea a eliminare la libertà di autodeterminazione.
  • Nel processo penale contro enti (d.lgs. 231/2001) l'acquisizione di un modello organizzativo ante delictum può essere determinante, ma i criteri di 'novità' e 'decisività' per le istanze probatorie in appello sono stringenti; la mancata acquisizione non vale automaticamente ad esonerare la responsabilità dell'ente se il giudice di merito ha ritenuto sufficienti gli altri elementi.

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