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Parere

Parere n. 87/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dal signor -OMISSIS- contro il Ministero dell’interno per l’annullamento del provvedimento -OMISSIS- emesso dal Ministero dell’interno in data -OMISSIS-, notificato il 17 aprile 2019, con cui è stato decretato il rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana.

Giustizia amministrativa202400937

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che, sulla base delle dichiarazioni espressamente rese dal ricorrente, dovesse essere dichiarata l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La decisione è stata fondata sul principio dispositivo, ritenuto applicabile anche al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Il Collegio non ha esaminato nel merito le censure relative al rigetto della domanda di cittadinanza.

Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del provvedimento ministeriale di rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana per motivi ostativi di carattere penale

Esito

IMPROCEDIBILITA

La questione giuridica

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Ministero dell’interno, notificato il 17 aprile 2019, con cui era stata rigettata la domanda di concessione della cittadinanza italiana proposta ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992. Ha dedotto la nullità e l’illegittimità del decreto per eccesso di potere, violazione di legge, carenza di motivazione ed erronea valutazione delle risultanze processuali emergenti da una sentenza penale. Nel corso del procedimento, tuttavia, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla trattazione del ricorso, chiedendo che fosse dichiarata l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, anche al fine di consentire la cancellazione della pendenza dal Portale Cittadinanza e la presentazione o definizione di una nuova domanda.

Osservazioni

Sopravvenuta carenza di interesse

Le dichiarazioni del ricorrente, reiterate nel corso del procedimento, attestano il venir meno dell’interesse alla trattazione del ricorso e impongono la dichiarazione di improcedibilità, senza esame dei motivi di merito.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), legge 5 febbraio 1992, n. 91

    La disposizione costituisce la base normativa della domanda di concessione della cittadinanza italiana proposta dal ricorrente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale fondamento della misura di oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all’art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità dell’interessato mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il principio dispositivo consente di dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse quando il ricorrente manifesti in modo espresso e inequivoco il venir meno dell’interesse alla decisione.
  • La sopravvenuta carenza di interesse determina la chiusura del procedimento senza esame dei motivi di ricorso, anche quando l’amministrazione abbia concluso per il rigetto nel merito.

Improcedibilità del ricorso straordinario in materia di cittadinanza

Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da un privato contro il Ministero dell’interno avverso il rigetto di una domanda di concessione della cittadinanza italiana per motivi ostativi di carattere penale.

Premesse e oggetto del ricorso

La domanda di cittadinanza era stata presentata ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. f), della legge 5 febbraio 1992, n. 91. Il Ministero dell’interno l’aveva respinta con provvedimento notificato il 17 aprile 2019.

Il ricorrente aveva contestato il decreto deducendo eccesso di potere, violazione di legge, carenza di motivazione ed erronea valutazione delle risultanze processuali emergenti da una sentenza penale.

Sopravvenuta carenza di interesse

Nel corso del procedimento il ricorrente ha comunicato di avere richiesto la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. Ha rappresentato che la pendenza del ricorso ostacolava la definizione favorevole di una nuova domanda di cittadinanza e che intendeva ottenere la cancellazione della pendenza dal Portale Cittadinanza per poter avviare o definire una nuova pratica.

La richiesta è stata reiterata più volte. Nonostante una successiva comunicazione con cui il ricorrente ha chiesto la fissazione dell’adunanza, il Consiglio di Stato ha valorizzato le precedenti dichiarazioni espressamente formulate e ha ritenuto integrato il venir meno dell’interesse alla decisione sul ricorso.

Valutazioni del Consiglio di Stato

La Sezione ha affermato che il principio dispositivo è applicabile anche al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. In presenza di una manifestazione espressa del sopravvenuto disinteresse alla trattazione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Il Collegio non ha quindi esaminato le censure rivolte contro il diniego di cittadinanza né ha formulato valutazioni sulla legittimità dei motivi ostativi di carattere penale.

Esito

Il parere ha concluso nel senso della dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

La Sezione ha inoltre disposto l’oscuramento delle generalità e di ogni altro dato idoneo a identificare il ricorrente, ai sensi dell’art. 52, commi 1 e 2, del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, e degli artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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