Cassazione Penale, Sentenza n. 23368/2025 del 23/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Scarinci ha impugnato il rigetto della richiesta di affidamento in prova al servizio sociale sostenendo che il Tribunale aveva motivato il diniego con il fatto di una presunta nuova violazione per detenzione di stupefacenti commessa "poco dopo" la concessione della semilibertà. La difesa ha invece dedotto che il fatto contestato era avvenuto anteriormente alla concessione della semilibertà (date indicate nel ricorso: 26/04/2023; nella ordinanza compariva anche la data 6/04/2023), per cui l'erronea collocazione temporale e la contraddittorietà motivazionale avrebbero reso illogico il rigetto, non tenendo adeguatamente conto del positivo percorso di risocializzazione del ricorrente durante la semilibertà.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso nei limiti esposti, ritenendo che l'ordinanza impugnata sia viziata da contraddizioni e carenze motivazionali: il Tribunale ha dato rilievo al fatto ritenuto "commesso poco dopo" la semilibertà pur indicando in altra parte dell'ordinanza una data anteriore, e non ha adeguatamente valutato gli elementi positivi e prognostici (comportamento dopo l'esecuzione, attività lavorativa, volontariato, rapporti familiari, revisione critica del passato). Per questi motivi la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza dell'Aquila per un nuovo giudizio conforme ai principi enunciati.
Norme richiamate
art. 47 L. 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario)
La Corte interpreta l'art. 47 nel senso che, per la concessione di misure alternative (in particolare l'affidamento in prova), non è sufficiente l'assenza di elementi negativi: è richiesta la presenza di elementi positivi e di un giudizio prognostico favorevole sulla possibilità di rieducazione e prevenzione della recidiva. Il giudice deve motivare con dati certi la mancata concessione sulla base della valutazione complessiva del soggetto e del suo comportamento post-sentenza.
Massime di principio
- Per l'ammissione a misure alternative alla detenzione occorrono elementi positivi che consentano un giudizio prognostico favorevole; l'assenza di reati ostativi o di pena residua elevata non è da sola sufficiente.
- Il giudice deve porre particolare attenzione al comportamento e alla situazione del soggetto dopo i fatti per cui è in esecuzione la pena: il percorso successivo (lavoro, volontariato, rapporti familiari, revisione critica del passato) è centrale nella valutazione.
- La motivazione del diniego deve essere coerente e priva di contraddizioni; dati temporali e fattuali rilevanti (es. data di commissione di un illecito rispetto alla concessione di una misura) vanno ricostruiti con precisione, perché un errore in tal senso può determinare l'annullamento.
- Un fatto anteriore alla concessione di una misura non può automaticamente precludere l'ampliamento della misura stessa: va valutata la sua incidenza sulla prognosi di rischio di recidiva e la presenza di segnali di emenda.
- In caso di dubbio o di motivazione insufficiente il giudice di legittimità può disporre l'annullamento con rinvio affinché il giudice di merito riesamini compiutamente la sussistenza dei presupposti per la misura alternativa.
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