Cassazione Penale, Sentenza n. 30191/2023 del 12/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Bari che aveva confermato la condanna per il reato di illecita detenzione di sostanza stupefacente (cocaina), deducendo violazione di legge e vizio di motivazione per due profili principali: 1) illegittimità della perquisizione domiciliare eseguita dalla Polizia giudiziaria e conseguente illegittimità del sequestro della droga; 2) motivazione illogica e contraddittoria sulla ritenuta finalità di spaccio, poiché gli elementi raccolti avrebbero indicato uso personale della sostanza ritrovata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso infondato e lo ha respinto. Sulla perquisizione, la Corte ha richiamato precedenti della giurisprudenza secondo cui un'eventuale illegittimità della perquisizione non comporta automaticamente l'illegittimità del sequestro della sostanza stupefacente rinvenuta. Sulla qualificazione come spaccio, la Corte ha confermato la valutazione della Corte territoriale che aveva fatto riferimento a elementi ostativi all'uso personale: materiale da confezionamento, bilancino di precisione, nastro isolante, nonché il fatto che l'imputato aveva portato con sé sei involucri già confezionati e il bilancino. Conseguentemente, il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Cass. Sez. 4 - n. 3196 del 13/11/2019
Principio secondo cui l'illegittimità della perquisizione non comporta automaticamente l'illegittimità del sequestro della sostanza stupefacente rinvenuta; la valutazione sulla ammissibilità della prova può comunque reggersi sui criteri consolidati dalla giurisprudenza
Cass. Sez. 4 - n. 26668 del 06/05/2009
Conferma dell'orientamento giurisprudenziale sulla non automatica esclusione della prova per mera illegittimità formale della perquisizione
Cass. Sez. 6 - n. 5021 del 18/12/1995
Ulteriore precedente richiamato a sostegno del principio che l'illegittimità della perquisizione non invalida di per sé il sequestro degli oggetti pertinenti al reato
Massime di principio
- L'eventuale illegittimità di una perquisizione non determina automaticamente l'esclusione della prova costituita dalla sostanza stupefacente rinvenuta: occorre valutare la rilevanza e la collegabilità dell'oggetto del sequestro al reato e i principi giurisprudenziali applicabili
- Per distinguere tra detenzione per uso personale e detenzione ai fini di spaccio, i giudici considerano fattori concreti quali numero e confezionamento delle dosi, presenza di bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e l'eventuale condotta dell'imputato (es. trasporto di involucri già pronti)
- La valutazione motivazionale della Corte territoriale gode di ampia discrezionalità e viene sindacata dalla Cassazione solo se manifesta illogicità o violazione di legge; doglianze che ripropongono argomentazioni già valutate senza nuovi elementi sono generalmente inammissibili o infondate
- La parte soccombente può essere condannata alle spese processuali; il ricorso va motivato con elementi idonei a mostrare errori di diritto o palese illogicità della motivazione per ottenere accoglimento
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