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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34607/2021 del 16/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (creditore)

La controversia

La controversia nasce da un decreto ingiuntivo emesso per il pagamento di circa 192.666,42 euro, oltre accessori, a titolo di corrispettivo per lavori eseguiti. L’opposizione al decreto era stata rigettata in primo grado e la decisione confermata in appello. La ricorrente per cassazione censurava la sentenza d’appello per violazione e falsa applicazione dell’art. 2500-quinquies c.c., sostenendo che la corte territoriale avesse erroneamente preteso, per la comunicazione ai creditori della trasformazione societaria, la forma della lettera raccomandata, mentre la norma ammetterebbe anche altri mezzi idonei a provare l’avvenuto ricevimento. Secondo la ricorrente, la dichiarazione resa dal difensore della controparte in udienza, con cui si affermava il subentro della nuova società nelle posizioni attive e passive dell’impresa originaria, sarebbe stata sufficiente a integrare la comunicazione richiesta e quindi il consenso presunto del creditore alla liberazione dei soci illimitatamente responsabili.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che la corte d’appello non aveva affatto affermato che fosse indispensabile la lettera raccomandata in sé, ma aveva invece escluso in fatto e in diritto che fosse stata comunicata ai creditori la delibera di trasformazione con un mezzo idoneo a integrare la fattispecie prevista dall’art. 2500-quinquies c.c. La dichiarazione a verbale del difensore in udienza, riguardando il mero subentro dell’impresa e non una specifica comunicazione della delibera di trasformazione, non poteva supplire all’omissione. Il ricorso non ha quindi colpito la reale ratio decidendi della sentenza impugnata. Le spese del giudizio di legittimità sono state poste a carico della ricorrente, con ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 2500-quinquies c.c.

    La trasformazione non libera i soci a responsabilità illimitata per le obbligazioni anteriori se non risulta il consenso dei creditori; il consenso si presume solo se la deliberazione di trasformazione è stata comunicata ai creditori con atto idoneo e questi non hanno negato l’adesione entro sessanta giorni. La comunicazione deve avere ad oggetto specifico la deliberazione di trasformazione.

  • art. 2500-ter c.c.

    Richiamato dalla sentenza d’appello come norma relativa alla comunicazione ai creditori della deliberazione di trasformazione, ma la Cassazione precisa che il punto decisivo resta l’effettiva comunicazione della delibera, non la forma nominata in modo esclusivo.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di inammissibilità del ricorso, sussistono i presupposti per l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove dovuto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione il motivo è inammissibile quando non attinge la ratio decidendi effettiva della sentenza impugnata, ma si confronta con una diversa e inesistente affermazione della corte di merito.
  • Ai fini della liberazione dei soci illimitatamente responsabili per obbligazioni sorte prima della trasformazione, la presunzione di consenso del creditore opera solo se vi sia stata una comunicazione della deliberazione di trasformazione, avente contenuto specifico e idonea a provare l’avvenuta ricezione.
  • La semplice conoscenza aliunde della trasformazione, o la menzione del subentro in atti processuali, non equivale alla comunicazione richiesta per far decorrere il termine di sessanta giorni previsto per il diniego del creditore.
  • La comunicazione della trasformazione non richiede necessariamente la forma della raccomandata, ma richiede comunque un mezzo idoneo a garantire la prova dell’avvenuto ricevimento e la riferibilità della notizia alla deliberazione di trasformazione.

Come è indicizzato

MaterieOperazioni straordinarieImpugnazioni
RamiSocietarioProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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