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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34382/2023 del 04/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Memoli era stato condannato per il reato di cui all'art. 334 cod. pen. per avere, in qualità di custode di un'autovettura sottoposta a sequestro amministrativo, disperso il bene non adottando le necessarie cautele. Al momento dell'esecuzione del decreto di confisca l'auto non era rinvenuta; l'imputato avrebbe dichiarato di averla affidata alla compagna mentre si trovava agli arresti domiciliari e di aver quindi perso cognizione delle sorti del veicolo, senza poter presentare denuncia di furto. L'imputato era stato nominato custode dal 27/05/2014 e non risulta formale revoca o sostituzione della nomina.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e riproduttivo di censure già esaminate e rigettate in sede di appello. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello secondo cui l'affidamento informale del veicolo alla compagna contravviene al dovere di custodia e non giustifica l'assenza di responsabilità; il regime di arresti domiciliari non esclude in radice l'obbligo di custodia né la possibilità di chiedere la sostituzione nell'incarico. È stato confermato il diniego della causa di non punibilità ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen. in considerazione degli antecedenti penali e della non particolare tenuità dell'offesa; analogamente il diniego delle circostanze attenuanti generiche è ritenuto motivato. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 334 cod. pen.

    La norma disciplina la dispersione di cose sottoposte a sequestro; l'attribuibilità soggettiva richiede il dolo generico del custode che ometta le cautele necessarie. L'affidamento informale a terzi non esime dal dovere di custodia; in caso di impossibilità occorre chiedere formalmente la sostituzione.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando i precedenti penali e le modalità concrete del fatto dimostrino una rilevante offensività sociale; qui la Corte d'appello ha ritenuto tali elementi ostativi alla sua applicazione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Previsione procedurale che consente la sintesi dei motivi di ricorso in Cassazione; il ricorso è stato ritenuto troppo generico e riproduttivo rispetto a censure già esaminate dal giudice di merito.

Massime di principio

  • Essere nominato custode di un bene sottoposto a sequestro impone un obbligo attivo di custodia: l'affidamento informale del bene a terzi non sostituisce la necessità di compiere atti formali (denuncia, richiesta di sostituzione del custode) per evitare responsabilità penale.
  • Lo stato di custodia durante il regime di arresti domiciliari non determina automaticamente l'impossibilità di adempiere al dovere di custodia; chi invoca l'impedimento deve dimostrare oggettivamente l'impossibilità e il carattere inevitabile dell'evento.
  • Per la non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) e per l'applicazione delle attenuanti generiche, il giudice valuta rilevanza i precedenti penali e le modalità concrete del fatto: precedenti significativi e modalità di condotta che dimostrino una offensività non trascurabile possono escludere tali benefici.
  • In Cassazione i motivi riproduttivi o generici, già adeguatamente esaminati e respinti in sede di merito, possono essere dichiarati inammissibili; è necessario proporre censure nuove o evidenziare vizi specifici di diritto o motivazione.
  • Nella motivazione del diniego delle attenuanti generiche non è necessario un esame esaustivo di tutti gli elementi favorevoli: è sufficiente che il giudice indichi i fattori ritenuti decisivi per il diniego.

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