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Sentenza

Sentenza n. 2388/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Velletri n. 1547/2023 pubblicata il 11/12/2023 RG n. 464/2023 passata in giudicato

Giustizia amministrativa202508315

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Velletri n. 1547/2023, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta docente per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza deducendo l’inadempimento dell’Amministrazione all’obbligo derivante dalla sentenza passata in giudicato del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, n. 1547/2023. Tale sentenza aveva accertato il diritto della docente a usufruire della Carta docente per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 e aveva ordinato al Ministero di attivarla, accreditando complessivamente euro 1.000,00, oltre interessi legali e rivalutazione nei limiti previsti dall’art. 16, comma 6, l. n. 412/1991. L’Amministrazione si è costituita con atto di stile, senza fornire chiarimenti o indicazioni sull’avvenuta esecuzione del giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza. Ha ritenuto che, a fronte dell’allegato inadempimento, l’Amministrazione non avesse fornito elementi idonei a dimostrare la corretta esecuzione della sentenza. Richiamando il principio sull’onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore, ha riconosciuto la pretesa della ricorrente e ha precisato che i presupposti del diritto accertato dal giudicato non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza. Ha quindi ordinato all’Amministrazione di dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. Per l’eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale dell’Amministrazione competente, con facoltà di delega e senza compenso, da attivarsi su richiesta della ricorrente entro i successivi 60 giorni. L’Amministrazione è stata inoltre condannata alle spese del giudizio, liquidate in euro 400,00 oltre accessori, con rimborso del contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    beneficio della Carta docente

    La disposizione costituisce il fondamento del diritto alla Carta docente riconosciuto nel giudicato da eseguire.

  • art. 16, comma 6, l. n. 412/1991

    oltre interessi legali e rivalutazione nei limiti di cui all’art. 16, 6° comma L. n. 412/1991

    Definisce i limiti applicabili alla decorrenza e al cumulo di interessi legali e rivalutazione riconosciuti nel titolo giudiziale.

  • art. 112 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza è utilizzato per ottenere l’esecuzione del giudicato; l’Amministrazione è stata ordinata a dare esecuzione alla sentenza e, in caso di inerzia, è stato nominato un commissario ad acta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, una volta accertata l’esistenza di un giudicato favorevole e allegato il suo mancato adempimento, l’Amministrazione deve fornire chiarimenti e dimostrare l’avvenuta corretta esecuzione; la mera costituzione con atto di stile non è sufficiente.
  • Il giudice dell’ottemperanza deve dare esecuzione al contenuto del giudicato senza rimettere in discussione i presupposti del diritto già accertati nella sentenza da eseguire.
  • L’accertata inerzia dell’Amministrazione nell’esecuzione del giudicato consente al giudice di fissare un termine per l’adempimento e di nominare preventivamente un commissario ad acta, destinato a intervenire, su richiesta dell’interessato, dopo l’inutile decorso del termine assegnato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereOnere della prova e principio dispositivo

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