Cassazione Penale, Sentenza n. 33730/2025 del 14/10/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del GIP del 3/3/2025 che ordinava al Pubblico Ministero di formulare imputazione per reati già contestati (artt. 642 e 494 c.p.) e, inoltre, per due delitti di falsità materiale relativi a certificato anagrafico e carta di circolazione (artt. 477 e 482 c.p.), reati non ipotizzati dal P.M.. I motivi erano: (1) violazione degli artt. 409, comma 5, c.p.p., 111 e 112 Cost. e carattere abnorme dell'ordinanza perché il GIP avrebbe ordinato l'imputazione per reati diversi da quelli iscritti dal P.M.; (2) per la posizione di Battista Salvatore, irregolarità nella declaratoria di irreperibilità per mancata esecuzione delle ricerche previste dall'art. 159 c.p.p. e legge 28/4/1914 n.67; (3) carenza probatoria e vizio della motivazione, posto che l'accusa si sarebbe fondata su indagini private della Reale Mutua e su mere supposizioni, esclusione ingiustificata della possibilità di riconoscere la tenuità del fatto e contestazione della qualificazione della personalità dei ricorrenti come "professionalità criminale".
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: il GIP ha reso un atto abnorme ordinando al P.M. la formulazione dell'imputazione per i reati di cui agli artt. 477 e 482 c.p., non oggetto della richiesta di archiviazione né ipotizzati dal P.M.; tale statuizione è stata annullata senza rinvio e gli atti sono trasmessi al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Piacenza. I secondi e terzo motivi sono stati dichiarati inammissibili: al di fuori dell'ipotesi di abnormità, il provvedimento del GIP che non accoglie la richiesta di archiviazione non è impugnabile in Cassazione (è previsto il reclamo solo contro l'ordinanza di archiviazione). Nel complesso, l'ordinanza è annullata limitatamente all'ordine di formulazione dell'imputazione per gli artt. 477 e 482 c.p.; per il resto il ricorso è inammissibile.
Norme richiamate
art. 409, comma 5, cod. proc. pen.
Il potere del GIP, ai sensi dell'art. 409 c.p.p., non può spingersi a ordinare al P.M. la formulazione dell'imputazione per reati diversi da quelli oggetto della richiesta di archiviazione; un ordine in tal senso è atto abnorme e annullabile.
art. 111 Cost.
Richiamata nella contestazione di violazione dei diritti costituzionali connessi al giusto processo e alla delimitazione delle competenze tra organi inquirenti e giudicanti.
art. 112 Cost.
Evocata in relazione alle garanzie difensive e alle modalità del procedimento penale; utilizzata dalla difesa per contestare l'eccesso di potere del GIP.
artt. 477 e 482 cod. pen.
Reati di falsità materiale indicati dal GIP nell'ordine di imputazione coatta; la Cassazione ha ritenuto che la formulazione di imputazione per tali articoli, non essendo stata ipotizzata dal P.M., costituisce parte abnorme dell'ordinanza.
artt. 642 e 494 cod. pen.
Reati originariamente contestati e già iscritti nel registro degli indagati; il GIP aveva ordinato la formulazione dell'imputazione anche per questi reati (parte non annullata).
art. 159 cod. proc. pen.
Norma sulle ricerche e sulla declaratoria di irreperibilità: la difesa ha invocato l'irregolarità della declaratoria per Battista Salvatore per mancata esecuzione delle ricerche previste, ma la Cassazione ha dichiarato il motivo inammissibile sul piano procesuale (non deciso nel merito).
legge 28 aprile 1914, n. 67
Normativa richiamata dalla difesa in relazione alle formalità per la declaratoria di irreperibilità; il motivo è stato comunque dichiarato inammissibile.
Giurisprudenza: Cass., Sez. U., Sent. n. 40984 del 22/03/2018 (Gianforte)
Richiamato come principio consolidato: il provvedimento del GIP che, non accogliendo l'archiviazione, ordina al P.M. di formulare imputazione per reato diverso da quello oggetto della richiesta è atto abnorme e impugnabile in Cassazione.
Massime di principio
- Il GIP non può ordinare al pubblico ministero di formulare imputazione per reati che il P.M. non ha neppure ipotizzato: tale ordine è atto abnorme e può essere annullato in cassazione.
- Avverso il rigetto della richiesta di archiviazione (cioè quando il GIP non accoglie l'archiviazione) la possibilità di impugnazione è generalmente limitata: il reclamo è previsto solo contro l'ordinanza di archiviazione; quindi molte doglianze sul mancato accoglimento risultano inammissibili se non fondate su abnormità.
- Se si contesta la declaratoria di irreperibilità (art. 159 c.p.p.), è importante verificare che siano state effettivamente eseguite le ricerche previste dalla legge nei luoghi indicati; la mancata osservanza di tali formalità può costituire motivo valido, ma la censura deve essere proposta nel corretto rimedio processuale.
- Quando l'accusa si basa su indagini private (es. compiute da assicurazioni), per ottenere una formulazione di imputazione occorrono riscontri pubblici e attività investigative dell'organo inquirente: mere supposizioni derivanti da indagini private possono non essere sufficienti a legittimare l'imputazione coatta.
- Nel valutare iniziative difensive in casi simili: concentrare le impugnazioni sull'eventuale abnormità del provvedimento del GIP (se ha ecceduto i propri poteri) e verificare attentamente l'ammissibilità dei motivi prospettati, poiché molte questioni di merito sono precluse se non inserite nei rimedi previsti dal codice.
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