Ordinanza n. 3859/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima-Quater) n. 4486/2025, resa tra le parti, con la quale è stato respinto il ricorso avverso il verbale del Ministero dell’Interno/Commissione per il personale del ruolo degli Ispettori della Polizia di Stato, notificato in data 30.08.2023;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, Sez. I-quater, n. 4486/2025, che aveva respinto il ricorso contro il verbale della Commissione per il personale del ruolo degli ispettori della Polizia di Stato, relativo al diniego della promozione
Esito
La controversia
L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Lazio deducendo, tra l'altro, il difetto di motivazione del diniego della promozione. Nel corso del giudizio è emerso che il provvedimento di riabilitazione del 20 gennaio 2025 richiama un'istanza presentata dall'interessato per ottenere la riabilitazione di una sanzione disciplinare comminata nel 2001, ma la copia integrale dell'istanza non è stata depositata e non risulta determinabile la relativa data di presentazione. Tale documento è rilevante per ricostruire la sequenza procedimentale, verificare il rispetto degli eventuali presupposti temporali della riabilitazione e valutare la congruità e completezza della motivazione del diniego di promozione, anche in rapporto alla coerenza tra la domanda dell'interessato e le determinazioni amministrative.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha definito l'appello nel merito. Ha disposto, ai sensi degli artt. 65, 66 e 67 c.p.a., il deposito entro trenta giorni, da parte del Ministero dell'Interno o dell'appellante, della copia integrale dell'istanza di riabilitazione della sanzione disciplinare del 2001, con indicazione della data di presentazione e di ogni protocollo o elemento utile a collocarne temporalmente la presentazione. La causa è stata rinviata per la fissazione di un'udienza pubblica nell'ultimo trimestre del 2026. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
Norme richiamate
art. 65 c.p.a.
Richiamato quale base per l'esercizio dei poteri istruttori del giudice amministrativo.
art. 66 c.p.a.
Richiamato insieme agli artt. 65 e 67 c.p.a. ai fini dell'acquisizione della documentazione necessaria per decidere.
art. 67 c.p.a.
Richiamato quale ulteriore disposizione sui poteri istruttori del giudice amministrativo.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte per tutelarne i diritti o la dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando la decisione dipende dalla ricostruzione della sequenza procedimentale e dalla verifica di presupposti temporali, il giudice amministrativo può ordinare il deposito della documentazione mancante, indicando specificamente il documento da acquisire e gli elementi temporali o protocollari necessari.
- La valutazione del difetto di motivazione di un provvedimento amministrativo richiede, ove rilevante, l'esame coordinato dell'istanza dell'interessato e della determinazione amministrativa, al fine di verificare la coerenza e la completezza del percorso motivazionale.
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