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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1109/2023 del 13/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Si contestava il sequestro probatorio disposto su una serie di beni (denaro, taniche di olio, altri oggetti) in relazione all'ipotesi di concussione a carico di Michele Bellini. L'accusa riteneva che Bellini, abusando della qualità e dei poteri di ufficiale giudiziario, avesse costretto il debitore esecutato Merotta Massimiliano a consegnare somme e beni, ottenendo inoltre la sottoscrizione di un mandato difensivo per una parente. Il Procuratore ha impugnato l'annullamento del sequestro operato dal Tribunale di Trani sostenendo: 1) vizio nella verifica del fumus commissi delicti, perché il Tribunale si sarebbe limitato a recepire l'ordinanza di annullamento della misura personale e non avrebbe svolto valutazioni prognostiche sulla idoneità dei beni a provare il reato; 2) errata esclusione della natura minatoria/ costrittiva della condotta e dell'esistenza di un danno ingiusto per il creditore; 3) omissione di riqualificazione del fatto in induzione indebita (art. 319 quater c.p.) in presenza di elementi diversi dalla concussione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ne ha disposto il rigetto per manifesta infondatezza e per carenza dei presupposti. In particolare: il primo motivo è stato ritenuto inammissibile perché il sequestro probatorio deve fondarsi sul fumus commissi delicti valutabile con gli elementi disponibili al momento dell'adozione della misura e non sulla mera prospettazione della potenziale fruttuosità investigativa delle cose sequestrate; il secondo motivo è inammissibile perché il ricorrente non ha dimostrato in modo specifico la funzione probatoria del denaro e non ha spiegato in che cosa consisterebbe concretamente l'abuso costrittivo oltre una generica insistenza; il Tribunale di riesame ha motivato coerentemente l'assenza del requisito della minaccia e la possibile qualificazione delle condotte al più come improprio esercizio di intermediazione. Il terzo motivo, che chiedeva la riqualificazione in art. 319 quater c.p., è stato anch'esso ritenuto inammissibile in quanto prospettivo ed esplorativo e volto a richiedere una ricostruzione alternativa dei fatti non consentita in sede di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 319 quater cod. pen.

    L'articolo e' richiamato dal ricorrente come possibile riqualificazione del fatto (induzione indebita a dare o promettere). La Corte ha ritenuto che la richiesta di riqualificazione era prospettica e non sostenuta dagli elementi valutabili al momento, quindi non ha proceduto alla riqualificazione.

  • Principio giurisprudenziale sul sequestro probatorio (fumus commissi delicti)

    Sez. U., n. 23 del 20/11/1996, Bassi, Rv. 206657; Sez. 5, n. 13594 del 22/02/2015, Gattuso, Rv. 262898; Sez. 2, n. 25320 del 05/05/2016, Bulgarella, Rv. 267007

    La Corte ribadisce che il decreto di sequestro probatorio deve motivare la sussistenza del fumus commissi delicti in relazione agli elementi concreti disponibili al momento, non basandosi su una mera prospettazione esplorativa della potenziale utilità investigativa dei beni.

  • Giurisprudenza e principio di non sindacabilità in Cassazione della valutazione prognostica esplorativa

    Sentenza Corte di Cassazione n. 49329 del 29/09/2022 (richiamata nel testo)

    La Corte ha confermato il limite al sindacato di legittimità quando il ricorso mira a una riedizione probatoria o a una diversa valutazione degli indizi; non sono ammissibili censure che chiedano alla Corte di ricostruire fatti alternativi o di valutare prospetticamente la fruttuosità del sequestro.

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio richiede una motivazione che dimostri il fumus commissi delicti con riferimento agli elementi concreti disponibili al momento dell'adozione della misura; non è sufficiente una mera ipotesi esplorativa sulla potenziale utilità probatoria dei beni.
  • Per configurare reati come la concussione occorre dimostrare elementi di minaccia o costrizione; asserti generici di 'insistenza' non bastano se non sono collegati a condotte e frasi idonee a integrare la costrizione.
  • La richiesta di sequestro di denaro deve spiegare chiaramente la natura di quel denaro (prezzo, profitto, strumento probatorio) e la specifica esigenza probatoria collegata al suo sequestro.
  • La Corte di legittimità non procede a rivalutazioni probatorie o a ricostruzioni alternative dei fatti richieste in via prospettica: le istanze di riqualificazione devono essere supportate dagli elementi già emersi al momento dell'atto impugnato.
  • In situazioni analoghe è opportuno documentare concretamente le minacce o la costrizione (registrazioni, testimoni, corrispondenza), nonché il nesso diretto tra le cose sequestrate e l'ipotesi di reato, per giustificare il vincolo probatorio.

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