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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36311/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione dell'art. 627 cod. proc. pen. e difetto di motivazione: il ricorrente contestava che i dati oggettivi non provassero la sua presenza sul luogo e al momento del fatto, che il movente (un litigio banale) fosse insufficiente a giustificare un'aggressione, che la testimonianza di Majri fosse inaffidabile (riconoscimento di spalle, mancanza di conferme da altri detenuti) e che le dichiarazioni di Tlili e Majri non trovassero riscontri.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha rigettato l'impugnazione. Ha confermato la valutazione del giudice del rinvio (Corte di assise d'appello di Firenze) secondo cui la condanna poteva reggersi su un quadro indiziario autonomo (presenza e comportamento dell'imputato al momento della caduta, movente costituito dal recente litigio, mendacio dell'imputato) al quale la dichiarazione predibattimentale di Tlili ha avuto valore di riscontro. La sentenza impugnata è confermata e il ricorrente è condannato alle spese processuali (conseguenze ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.).

Norme richiamate

  • art. 512 cod. proc. pen.

    Consente l'acquisizione al fascicolo del dibattimento di verbali di dichiarazioni rese in fase istruttoria quando il teste è irreperibile; la Corte ha ritenuto legittima l'acquisizione del verbale di Tlili ai sensi di tale norma

  • art. 526, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Impone che non si fondi una condanna esclusivamente o in misura determinante su dichiarazioni rese in assenza di contraddittorio; la Corte di cassazione aveva annullato la precedente sentenza perché quella condanna aveva valorizzato in misura determinante la dichiarazione irreperibile di Tlili

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Norma sulla motivazione della sentenza; il ricorrente aveva dedotto carenza motivazionale, ma la Corte ha ritenuto che il giudice del rinvio avesse adeguatamente motivato la valutazione del quadro indiziario e la funzione di riscontro attribuita alla dichiarazione di Tlili

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone il rigetto del ricorso e la condanna alle spese processuali; invocata per pronunciare il rigetto e imporre le spese al ricorrente

Massime di principio

  • Quando una precedente cassazione annulla perché la condanna si è fondata in misura determinante su dichiarazioni rese in assenza di contraddittorio, il giudice del rinvio deve rinnovare la valutazione complessiva delle prove e non può più fondare la condanna soltanto su quelle dichiarazioni irreperibili
  • Le dichiarazioni predibattimentali di un teste irreperibile possono conservare valore probatorio di riscontro se sussiste un quadro indiziario autonomo e sufficientemente robusto che renda plausibile la responsabilità dell'imputato
  • La prova indiziaria può reggere una condanna se gli indizi sono gravi, precisi e concordanti (presenza al luogo, comportamento anomalo immediatamente successivo al fatto, movente, mendacio), anche se il movente appare banale, purché il giudice motivi la concatenazione logica tra elementi
  • Il riconoscimento visivo (anche se parziale, es. di spalle) ha valore probatorio ma richiede valutazione critica della attendibilità e della possibile conferma da altri elementi; l'assenza di conferme non annulla automaticamente il valore di una testimonianza se altri indizi la sostengono
  • La menzogna dell'imputato su circostanze rilevanti e il suo comportamento immediatamente successivo al fatto possono contribuire come indizi e rafforzare la valutazione di responsabilità
  • In cassazione il sindacato sulla valutazione del merito è limitato: la Corte verifica la completezza e la coerenza della motivazione e la corretta applicazione dei principi di diritto (ad es. divieto di condanna determinante su dichiarazioni non contraddette)

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