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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23454/2025 del 24/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore Generale impugnava la sentenza del Tribunale di Palmi che aveva condannato Longo per reati edilizi (artt. 44 lett. c), 93 e 95 DPR 380/01) e le aveva concesso la sospensione condizionale della pena. Il reclamo contestava che: 1) il beneficio della sospensione condizionale non fosse stato subordinato alla demolizione dell'opera abusiva; 2) la sospensione fosse stata concessa senza adeguata motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso mancasse di specificità sul vizio denunciato: da un lato si affermava l'assenza di motivazione nonostante la sentenza contenesse riferimenti ai dati posti a base della decisione che non erano confutati; dall'altro si proponeva una valutazione sulla opportunità di subordinare la sospensione alla demolizione senza indicare un preciso vizio giuridico. La Corte ha inoltre ricordato che in materia edilizia la concessione della sospensione condizionale non richiede automaticamente la subordinazione alla demolizione, non potendosi ricavare tale obbligo dall'art. 31, comma 9, DPR 380/01, e che il giudice deve motivare la mancata subordinazione solo nei casi previsti (persona che abbia già usufruito del beneficio o specifica richiesta del pubblico ministero). Quanto all'ordine di demolizione (art. 31 comma 8 DPR 380/01), la Corte osserva che il giudice è tenuto a ordinarla salvo che la demolizione sia già stata eseguita; tuttavia l'assenza di impugnazione su tale punto impedisce alla Corte di pronunciarsi. P.Q.M.: ricorso dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • DPR 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico Edilizia)

    art. 31, commi 8 e 9; artt. 44 lett. c), 93 e 95

    L'art. 31 comma 8 impone l'ordine di demolizione salvo che la demolizione sia già stata eseguita; il comma 9 non stabilisce che la concessione della sospensione condizionale della pena debba essere necessariamente subordinata alla demolizione. Pertanto non sussiste un obbligo automatico di subordinazione del beneficio della sospensione condizionale alla demolizione delle opere abusive.

  • Codice Penale

    Richiamato dalla sentenza come parametro normativo relativo alla sospensione condizionale; la Corte rileva che non emergono circostanze tali da ricondurre la sospensione alla fattispecie prevista dall'art. 164 c.p. (ovvero condizioni specifiche che giustificherebbero una diversa applicazione del beneficio).

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 3, n. 38476 del 31/05/2019, Rv. 276889 - 01

    Precedente che chiarisce che, nei reati edilizi, il giudice non è tenuto a subordinare automaticamente la sospensione condizionale alla demolizione e che la motivazione della mancata subordinazione è obbligatoria solo in casi specifici (persona che abbia già usufruito del beneficio o richiesta del pubblico ministero).

Massime di principio

  • La sospensione condizionale della pena nei reati edilizi non è automaticamente subordinata all'ordine di demolizione: il giudice può concederla anche senza imporre la demolizione, purché la decisione sia adeguatamente motivata quando richiesto dalle circostanze.
  • Il giudice deve motivare specificamente la mancata subordinazione del beneficio alla demolizione solo se il condannato ha già usufruito del beneficio in precedenza o se il pubblico ministero ha espressamente richiesto la subordinazione.
  • L'ordine di demolizione (art. 31 DPR 380/01) è in linea di principio obbligatorio salvo che la demolizione sia già stata eseguita; la mancata contestazione di eventuali omissioni su questo punto in sede di impugnazione impedisce alla Corte di pronunciarsi.
  • In Cassazione i ricorsi vaghi o privi di specificazione dei vizi denunciati sono dichiarati inammissibili: è necessario indicare con chiarezza il vizio di motivazione o di diritto che si contesta e confutare i dati e le ragioni poste a base della decisione impugnata.
  • Quando si contesta la concessione di benefici (es. sospensione condizionale) è fondamentale documentare e argomentare in modo puntuale perché la decisione sarebbe illogica, manifestamente contraria alla legge o priva di motivazione, indicando riferimenti normativi e fatti specifici.

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