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Sentenza

Sentenza del 17/03/2021 n. 192 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

Imposta di registro - Sentenza civile - Annullamento di clausole contrattuali bancarie e conseguente condanna a rifondere il correntista - Liquidazione imposta in misura fissa ex lett. e) dell'art. 8 della Tariffa allegata al TUR - Correttezza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

azione diretta all'annullamento di una serie di clausole contrattuali del contratto di conto corrente: il primo giudice aveva dichiarato la nullità di tali clausole e disposto le conseguenti restituzioni a favore del correntista; il giudice d'appello ha ridimensionato l'indebito riconosciuto per effetto dell'eccezione di prescrizione, ma la controversia rimaneva incentrata sulla contestazione della validità e/o formazione delle clausole contrattuali.

La decisione

la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione dell'art. 8 co. 1 lett. e) del d.P.R. n. 131/86 (Tariffa allegata al TUR), con conseguente liquidazione dell'imposta di registro in misura fissa. Il motivo è che la controversia, pur con ridimensionamento in appello per prescrizione, era comunque riconducibile a una contestazione della validità/formazione di clausole contrattuali dichiarate inefficaci in sede giudiziale, ossia una fattispecie rientrante nella lettera e).

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 131/1986 (Testo Unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro), art. 8 co. 1 lett. e)

    La lett. e) si applica quando la controversia concerne la validità o la valida formazione di atti o clausole contrattuali; in tali ipotesi l'imposta di registro si liquida in misura fissa. Anche se in grado di appello venga ridotto l'ammontare dell'indebito per prescrizione, la qualificazione della controversia come relativa alla validità/formatione delle clausole giustifica la misura fissa.

Massime di principio

  • Quando la controversia giudiziale verte sulla validità, nullità o sulla valida formazione di clausole contrattuali (anche se la pronuncia di merito riduce o limita l'entità del ristoro per ragioni procedurali come la prescrizione), la tassazione dell'atto/processo si inquadra nella lett. e) dell'art. 8 TUR e l'imposta di registro va liquidata in misura fissa.
  • La qualificazione della controversia (validità/formatione vs. mera richiesta di pagamento) è determinante per la modalità di liquidazione dell'imposta: domande dirette ad accertare la nullità/inesistenza/inefficacia di clausole rientrano nella misura fissa; azioni esclusivamente di natura patrimoniale senza incidenza sulla validità del contratto possono richiedere modalità diverse (proporzionale).
  • Il fatto che il giudice d'appello riduca l'importo dovuto per prescrizione non cambia la natura originaria della controversia se il nucleo della causa rimane la contestazione della validità contrattuale: pertanto la tassazione va valutata sulla natura complessiva del contenzioso e non solo sull'importo finale riconosciuto.
  • Per ottenere la misura fissa è importante che dagli atti processuali risulti chiaramente che la domanda o l'oggetto del giudizio concerne la validità o formazione delle clausole; la documentazione e le conclusioni devono evidenziare tale aspetto per evitare qualificazioni diverse da parte dell'Ufficio o del giudice tributario.
  • In casi analoghi conviene verificare e documentare: (i) natura delle domande formulate in primo grado, (ii) motivi della decisione di merito (nullità/inefficacia dichiarata), (iii) se l'appello ha riguardato solo l'entità (es. prescrizione) e non la natura della domanda, per giustificare l'applicazione della misura fissa.

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