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Sentenza

Sentenza del 05/07/2017 n. 16519 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva impugnato la decadenza dalle agevolazioni ILOR decennali previste per le imprese artigiane e industriali operanti in zone depresse del Centro-Nord, disposta dall'Ufficio perché gli investimenti realizzati avrebbero superato il limite massimo previsto dalla normativa. In un distinto giudizio, la società aveva inoltre chiesto il rimborso dell'ILOR relativa al 1984, versata con riserva, sostenendo di avere diritto all'esenzione. Dopo l'accoglimento della domanda di rimborso nei precedenti gradi, l'Agenzia delle Entrate ha contestato in Cassazione, tra l'altro, la mancata sospensione del processo in attesa della definizione del giudizio principale sull'esenzione e l'insufficienza della motivazione della Commissione tributaria centrale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il secondo motivo, escludendo un difetto assoluto di motivazione, ma ha accolto il terzo motivo perché la Commissione tributaria centrale aveva definito le doglianze dell'Amministrazione come "manifestamente pretestuose e infondate" senza spiegare le ragioni di tale conclusione né esaminare specificamente le contestazioni. Il primo motivo è stato superato dalla sopravvenuta estinzione del giudizio pregiudiziale, definito ai sensi della L. n. 289 del 2002, art. 16. La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente al motivo accolto e la causa è stata rinviata, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale dell'Emilia-Romagna in diversa composizione.

Norme richiamate

  • Legge 22 luglio 1966, n. 614, art. 8

    Prevedeva l'esenzione decennale dall'ILOR per determinate imprese artigiane e industriali operanti in zone riconosciute depresse, nei limiti e alle condizioni stabiliti dalla normativa.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, art. 30

    Richiamava e disciplinava il regime delle agevolazioni fiscali, tra cui l'esenzione ILOR applicabile alle imprese aventi i requisiti previsti.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39

    Riguarda la sospensione del processo tributario in presenza di una controversia pregiudiziale rilevante per la decisione.

  • Art. 295 c.p.c.

    Prevede la sospensione necessaria del processo quando la decisione dipende dalla soluzione di un'altra controversia pregiudiziale.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 36 e 61

    Impongono alla sentenza tributaria di contenere una motivazione idonea a rendere comprensibile il percorso logico e giuridico seguito dal giudice.

  • Art. 132 c.p.c.

    Richiede che la sentenza esponga, almeno in modo sufficiente, le ragioni della decisione; una motivazione meramente assertiva può essere censurata quando impedisce il controllo dell'iter decisionale.

  • Legge n. 289 del 2002, art. 16

    Consentiva la definizione delle liti fiscali pendenti; nel caso concreto, il giudizio pregiudiziale sulla spettanza dell'esenzione ILOR era stato definito con conseguente estinzione.

Massime di principio

  • Una sentenza tributaria non può limitarsi ad affermare che le contestazioni sono infondate o pretestuose: deve indicare le ragioni concrete, giuridiche e fattuali, della decisione.
  • La motivazione è sufficiente quando consente di individuare la ratio decidendi e di controllare il ragionamento del giudice; è invece viziata quando contiene conclusioni apodittiche prive di spiegazione.
  • La sospensione per pregiudizialità deve essere valutata in relazione all'effettiva pendenza e rilevanza dell'altra controversia; se il giudizio pregiudiziale si è già estinto, la censura relativa alla mancata sospensione può perdere attualità.
  • Quando due giudizi riguardano, rispettivamente, il riconoscimento di un'agevolazione fiscale e il rimborso dell'imposta versata, l'esito del primo può essere pregiudiziale rispetto al secondo.
  • In Cassazione, l'accoglimento di un vizio di motivazione comporta normalmente la cassazione con rinvio, affinché il giudice di merito riesamini la controversia fornendo una motivazione completa, anche sulle spese.

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