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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13444/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del tribunale di Milano resa in sede esecutiva, con cui era stata esclusa l'applicazione della continuazione tra i reati oggetto di cinque precedenti sentenze di condanna. La vicenda riguarda, in termini neutri, una pluralità di fatti criminosi già definitivamente accertati, alcuni contro il patrimonio e altri contro pubblici ufficiali, che il condannato chiedeva venissero unificati sotto il medesimo disegno criminoso ai fini dell'art. 81, secondo comma, c.p. Il ricorso censurava la valutazione del giudice dell'esecuzione, sostenendo in sostanza che gli indici della continuazione fossero stati mal apprezzati e che i diversi episodi fossero riconducibili a un programma unitario; la Corte qualifica tali censure come essenzialmente confutative e rivalutative, perché fondate sulle stesse circostanze già esaminate in modo congruo dal giudice di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il tribunale dell'esecuzione avesse motivato in modo lineare e non manifestamente illogico l'esclusione della continuazione, valorizzando la distanza temporale tra i reati contro il patrimonio, le diverse modalità esecutive e la diversità dei contesti, nonché l'estemporaneità e occasionalità dei reati contro pubblici ufficiali. Poiché le doglianze del ricorrente si limitavano a riproporre una diversa lettura del materiale già valutato dal giudice di merito, senza evidenziare vizi di motivazione rilevanti in cassazione, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    "identità del disegno criminoso"

    La continuazione richiede che l'agente abbia previamente rappresentato e unitariamente deliberato una serie determinata di condotte criminose; non basta una generica propensione a delinquere o un programma di vita criminale. L'accertamento deve poggiare su indici concreti e la relativa valutazione è rimessa al giudice di merito se adeguatamente motivata.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La continuazione ex art. 81, comma 2, c.p. presuppone un disegno criminoso unitario già presente, almeno nelle linee essenziali, al momento del primo reato: non è sufficiente una generica inclinazione a commettere illeciti o un programma di vita delinquenziale indeterminato.
  • Ai fini del riconoscimento della continuazione, il giudice deve verificare indici concreti quali omogeneità delle violazioni, contiguità temporale e spaziale, causali, modalità della condotta, sistematicità e abitudini di vita; la presenza di alcuni soli indici può bastare solo se significativi e convergenti.
  • Quando il giudice di merito esclude la continuazione con motivazione congrua, lineare e immune da manifeste illogicità, la Cassazione non può sostituire la propria valutazione dei fatti a quella del giudice dell'esecuzione.
  • Le censure che si limitano a contestare in modo confutativo la ricostruzione fattuale già compiuta dal giudice di merito sono inammissibili in sede di legittimità se non evidenziano specifici vizi di motivazione.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta, di regola, la condanna alle spese processuali e al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende, salvo che emerga l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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