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Sentenza

Sentenza n. 3666/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quarta Ter) n. 19887/2024.

Giustizia amministrativa202504179

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego dell’inserimento, nelle schede tecniche B allegate alla concessione, di ulteriori province servite dal segnale dell’impianto radiofonico, formalizzato mediante nota dell’Ispettorato Territoriale Lombardia che richiamava un parere ministeriale contrario

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore radiotelevisivo)

Prevale il privato

La controversia

La società, già ricorrente in primo grado e appellante, contestava il diniego relativo all’aggiornamento delle schede tecniche della concessione, sostenendo che l’inserimento delle ulteriori province non avrebbe comportato un’estensione ex novo dell’autorizzazione, ma la mera rappresentazione formale dell’effettiva area di servizio di un impianto derivante dall’accorpamento di impianti preesistenti, già censiti e autorizzati. Con il primo motivo ha dedotto violazione degli artt. 3, 7 e 10-bis l. 241/1990, nonché contraddittorietà, illogicità e ingiustizia manifesta, sostenendo che la nota dell’Ispettorato, pur formalmente trasmissiva, avesse concluso il procedimento e che l’amministrazione avrebbe dovuto consentire il contraddittorio sulla rilevanza del parere ministeriale richiamato. Con il secondo motivo ha dedotto travisamento dei fatti e dei presupposti, difetto di motivazione e violazione dell’art. 28 d.lgs. 177/2005, dell’art. 32 d.lgs. 233/1990 e dell’art. 112 c.p.c., valorizzando le verifiche tecniche svolte in contraddittorio, l’autorizzazione definitiva rilasciata nel 2018 e la continuità delle caratteristiche e dell’area di servizio dell’impianto. Con il terzo motivo ha contestato la condanna alle spese disposta dal TAR. Il Ministero aveva eccepito l’inammissibilità dell’impugnazione per mancata impugnazione di un verbale ritenuto conclusivo del procedimento.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha preliminarmente respinto l’eccezione di inammissibilità, ritenendo il verbale della riunione del 29 maggio 2018 un atto meramente endoprocedimentale, poiché l’Ispettorato si era limitato ad annunciare la trasmissione delle schede alla Direzione generale competente. Nel merito ha riformato la sentenza del TAR. La nota dell’Ispettorato del 16 novembre 2018, benché formalmente limitata alla trasmissione del parere della Direzione generale, ha costituito sostanzialmente la determinazione conclusiva del procedimento, non essendo seguito alcun ulteriore atto. Il diniego è stato ritenuto illegittimo perché fondato su un parere reso per una diversa fattispecie e rivolto a un diverso ufficio, formulato in termini di mera opportunità e avente portata generale, senza esaminare le peculiarità dell’impianto della società, derivante dall’accorpamento di impianti già censiti e oggetto di verifiche tecniche e autorizzazione definitiva. La mancata interlocuzione procedimentale sulla pertinenza del parere ha integrato violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990; inoltre, il mancato esame della situazione concreta ha determinato difetto di istruttoria e di motivazione. Il giudice ha altresì rilevato che il TAR Lazio aveva annullato, con altra sentenza non appellata, il parere ministeriale posto a fondamento del diniego. Sono state assorbite le ulteriori censure, rimettendo all’amministrazione la rivalutazione dell’istanza originaria. L’appello è stato accolto, la sentenza di primo grado è stata riformata, il ricorso originario è stato accolto e gli atti impugnati sono stati annullati. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 3 l. 241/1990

    Impone una motivazione adeguata e coerente, riferita alla situazione concreta; il suo mancato rispetto è stato ravvisato nel richiamo a un parere generale senza esame delle peculiarità dell’impianto.

  • art. 7 l. 241/1990

    Richiamato dall’appellante nell’ambito delle garanzie partecipative; la decisione si concentra sulla violazione dell’art. 10-bis.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La mancata interlocuzione dell’interessato sulla pertinenza del parere ostativo rispetto alla specifica fattispecie integra una violazione procedimentale.

  • art. 28 d.lgs. 177/2005

    Richiamato tra le norme dedotte con il secondo motivo; la relativa censura è stata assorbita dopo l’accoglimento per violazione procedimentale, difetto di istruttoria e motivazione.

  • art. 32 l. 223/1990

    Richiamato in relazione al censimento e all’autorizzazione degli impianti radiodiffusivi preesistenti; la censura fondata su tale disposizione è stata assorbita.

Massime di principio

  • Una nota formalmente trasmissiva può costituire il provvedimento conclusivo del procedimento quando, in concreto, manifesta la decisione dell’amministrazione sull’istanza e non è seguita da ulteriori atti conclusivi.
  • L’amministrazione non può fondare il diniego di un’istanza su un parere reso per una diversa fattispecie e avente portata generale senza verificare la sua pertinenza rispetto alle specifiche circostanze del richiedente.
  • Quando il preavviso di rigetto o il contraddittorio procedimentale avrebbe consentito all’interessato di contestare la rilevanza del parere ostativo e di rappresentare elementi peculiari della propria situazione, la mancata interlocuzione integra violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990.
  • Il richiamo a un parere generale non esonera l’amministrazione dall’obbligo di svolgere un’istruttoria concreta e di motivare il diniego con riferimento ai fatti, agli accertamenti tecnici e agli interessi specificamente coinvolti.
  • L’annullamento dell’atto presupposto posto a fondamento del diniego e l’accertata carenza di istruttoria impongono la riattivazione del procedimento e la rivalutazione dell’istanza, senza che il giudice amministrativo sostituisca la propria valutazione a quella dell’amministrazione competente.

Come è indicizzato

MateriePartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimentoInvalidità del provvedimentoTelecomunicazioni e impianti radio
RamiProcedimento amministrativoEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentaleEffetto conformativo e riedizione del potere

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