Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 428/2026 - Ancona, Sezione 1

per la condanna -delle resistenti Amministrazioni, in via solidale tra loro o subordinatamente in via sussidiaria, ovvero ancora in via esclusiva, al ripristino dello stato dei luoghi della società ricorrente, nel senso meglio determinato e definito nella relazione peritale dell'ing. -OMISSIS- in atti, resa in sede di accertamento tecnico preventivo nel procedimento civile n. -OMISSIS- di RG, oltreché nella relazione peritale dell'ing. -OMISSIS- in atti, resa nel corso del giudizio civile presso il Tribunale di -OMISSIS- n. -OMISSIS- RG; -del Comune di Montecosaro e della Regione Marche, quest'ultima per quanto di diritto e di ragione per l'omessa autorizzazione e/o vigilanza nella realizzazione del piano PIP del Comune di Montecosaro, in via solidale tra loro o subordinatamente in via sussidiaria, ovvero ancora in via esclusiva, a risarcire alla ricorrente tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, derivati e derivanti dal mancato e intempestivo adempimento delle obbligazioni per cui è giudizio, detratto quanto eventualmente già ottenuto dalla -OMISSIS- s.r.l. all'esito del Giudizio n. -OMISSIS- RG pendente avanti al Tribunale di -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202300025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. ISentenzaAzione risarcitoria

Atto impugnato: Condotta asseritamente illegittima del Comune nell'approvazione, progettazione, controllo e collaudo di un piano per insediamenti produttivi e delle relative opere di urbanizzazione, con conseguenti allagamenti dell'opificio

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (ente locale e regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha riassunto davanti al TAR, ai sensi dell'art. 11 c.p.a., il giudizio originariamente instaurato davanti al giudice ordinario dopo la declinatoria della giurisdizione civile. Ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità e irregolarità del PIP approvato dal Comune, la condanna delle amministrazioni al ripristino dello stato dei luoghi o alla realizzazione di opere di raccolta e smaltimento delle acque, nonché il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti dagli allagamenti subiti dal 2011 al 2015. Ha dedotto carenze istruttorie e progettuali, omessi controlli e collaudi, mancata considerazione del naturale deflusso delle acque e colpa del Comune, sostenendo il nesso causale tra tali omissioni e gli eventi alluvionali. Ha inoltre prospettato una responsabilità della Regione per omessa autorizzazione e vigilanza. Il Comune ha eccepito, tra l'altro, l'irricevibilità della domanda risarcitoria per tardività ai sensi dell'art. 30, comma 3, c.p.a., oltre all'inammissibilità della domanda di facere, alla prescrizione e all'infondatezza nel merito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato irricevibile il ricorso per tardività, senza esaminare nel merito le contestazioni relative al PIP, alle opere di urbanizzazione, al nesso causale e ai danni. Ha qualificato la domanda come azione risarcitoria per lesione di interessi legittimi, anche in forma specifica, fondata sull'esercizio o sul mancato esercizio di poteri amministrativi urbanistici. La conoscenza dell'evento lesivo e della sua riferibilità alla condotta comunale è stata individuata nella relazione del CTU depositata il 24 agosto 2016 nell'accertamento tecnico preventivo. La citazione del Comune davanti al giudice ordinario è stata notificata soltanto l'8 agosto 2017, oltre il termine decadenziale di 120 giorni previsto dall'art. 30, comma 3, c.p.a. La successiva riassunzione davanti al giudice amministrativo, pur effettuata entro il termine di tre mesi dal passaggio in giudicato della pronuncia declinatoria della giurisdizione, non poteva rimettere la ricorrente nei termini rispetto a una decadenza già maturata. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 11, comma 2, c.p.a.

    quando la giurisdizione è declinata dal Giudice amministrativo in favore di altro Giudice nazionale o viceversa, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute, sono fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda se il processo è riproposto innanzi al Giudice indicato nella pronuncia che declina la giurisdizione, entro il termine perentorio di tre mesi dal suo passaggio in giudicato

    La riassunzione entro tre mesi conserva gli effetti processuali e sostanziali della domanda, ma non elimina né sana le preclusioni e le decadenze già maturate davanti al giudice erroneamente adito.

  • art. 30, comma 2, c.p.a.

    consente di chiedere non solo la condanna al risarcimento del danno ingiusto derivante dall'illegittimo esercizio dell'attività amministrativa o dal mancato esercizio di quella obbligatoria, ma pure, sussistendo i presupposti previsti dall'articolo 2058 del codice civile, il risarcimento del danno in forma specifica

    La domanda di ripristino o di realizzazione di opere, quando è proposta quale rimedio al danno derivante dall'esercizio o dal mancato esercizio del potere amministrativo, costituisce risarcimento in forma specifica e resta soggetta alla disciplina temporale dell'azione risarcitoria.

  • art. 30, comma 3, c.p.a.

    la domanda di risarcimento per lesione di interessi legittimi è proposta entro il termine di decadenza di centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto si è verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo

    Il termine di 120 giorni decorre dalla conoscenza dell'evento lesivo e della sua riferibilità all'attività amministrativa; la sua inosservanza determina l'irricevibilità della domanda.

  • art. 7 c.p.a.

    La controversia, fondata sull'illegittimità dell'azione amministrativa urbanistica, rientra nella giurisdizione amministrativa.

  • art. 133, comma 1, lett. f), c.p.a.

    La controversia concernente atti, provvedimenti e comportamenti riconducibili all'esercizio del potere amministrativo in materia urbanistica ed edilizia e di uso del territorio appartiene alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Massime di principio

  • La riassunzione del giudizio davanti al giudice indicato nella pronuncia declinatoria, se effettuata entro tre mesi dal passaggio in giudicato, conserva gli effetti della domanda originaria, ma non sana le preclusioni e le decadenze già maturate davanti al giudice erroneamente adito.
  • L'azione risarcitoria per lesione di interessi legittimi, compresa la domanda di risarcimento in forma specifica mediante ripristino dei luoghi o realizzazione di opere, è soggetta al termine decadenziale di 120 giorni previsto dall'art. 30, comma 3, c.p.a.
  • Quando la domanda risarcitoria riguarda l'esercizio o il mancato esercizio di poteri discrezionali in materia urbanistica, il termine decadenziale decorre dalla conoscenza dell'evento lesivo e della sua riferibilità alla condotta amministrativa, che può essere acquisita mediante una relazione peritale resa in un accertamento tecnico preventivo.
  • La giurisdizione amministrativa esclusiva sussiste per le controversie concernenti atti, provvedimenti o comportamenti riconducibili all'esercizio del potere amministrativo in materia urbanistica ed edilizia e di uso del territorio, anche quando la domanda sia formulata come richiesta di risarcimento o di realizzazione di opere pubbliche.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiGiurisdizione e ripartoTermini e notificazione del ricorso
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàRiparto di giurisdizioneEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.