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Sentenza

Sentenza n. 825/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna, sede di Bologna (Sezione Prima) n. 00731/2023, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202402928

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato e sentenza del TAR Emilia-Romagna che aveva respinto il ricorso

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura e questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il cittadino straniero ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, contestando la valutazione di pericolosità sociale fondata sulla condanna per maltrattamenti in famiglia. In appello ha dedotto che la propria istanza era finalizzata al rinnovo per motivi di lavoro e non familiari; che la moglie risiedeva in Italia e che dopo il litigio del 2019 non vi erano stati ulteriori contrasti; che il giudice penale aveva riconosciuto le attenuanti generiche valorizzando il mutamento della condotta e l’incensuratezza; che l’Amministrazione avrebbe dovuto considerare la lunga durata del soggiorno, l’attività lavorativa, i legami personali e l’inserimento sociale in Italia. Ha inoltre lamentato il pregiudizio derivante dalla sospensione dal lavoro e dalla mancata sollecita definizione del giudizio.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e confermato la sentenza del TAR. Ha ritenuto non manifestamente irragionevole la valutazione di pericolosità sociale compiuta dall’Amministrazione, che aveva attribuito particolare gravità alla condanna per maltrattamenti in famiglia. La natura delle condotte, consumate proprio nell’ambito familiare, giustificava il rilievo prioritario attribuito alle esigenze di tutela e impediva di considerare decisivi la durata del soggiorno e l’inserimento sociale dello straniero. Il Collegio ha rilevato che l’Amministrazione aveva svolto un’istruttoria attenta e scrupolosa, dando adeguatamente conto dell’iter logico-giuridico seguito. Le valutazioni, ritenute ragionevoli, proporzionate e non manifestamente incongrue o illogiche, non sono state sindacate nel merito dal giudice di legittimità. Le spese del grado sono state compensate per l’assenza di difese scritte delle Amministrazioni.

Norme richiamate

  • d.lgs. 286/1998

    Il provvedimento riguarda il rinnovo del permesso di soggiorno e la valutazione della pericolosità sociale dello straniero; il testo non indica uno specifico articolo applicato.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato in relazione alla corrispondenza tra chiesto e pronunciato e alla completezza della decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità dell’appellante e delle altre persone fisiche citate.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità delle persone interessate.

Massime di principio

  • Nel procedimento di rinnovo del permesso di soggiorno, la valutazione della pericolosità sociale dello straniero implica un’ampia discrezionalità amministrativa, sindacabile dal giudice di legittimità soltanto in presenza di manifesta irragionevolezza, illogicità, incongruenza o sproporzione.
  • Una condanna per maltrattamenti in famiglia può giustificare il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno quando l’Amministrazione ne valorizzi la particolare gravità e ritenga prevalenti le esigenze di tutela delle persone offese e della sicurezza pubblica.
  • La lunga durata del soggiorno e l’inserimento sociale dello straniero non impongono il rinnovo del permesso quando le condotte poste a fondamento della valutazione di pericolosità siano state commesse proprio nell’ambito familiare cui si riferiscono i legami invocati dal richiedente.
  • Il provvedimento di diniego del rinnovo è legittimo quando sia preceduto da un’istruttoria attenta e scrupolosa e dia conto in modo esaustivo e sufficientemente supportato dell’iter logico-giuridico seguito dall’Amministrazione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoAppello
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieLegami familiari e radicamento
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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