Sentenza n. 2228/2026 - Palermo, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento sull’istanza del 6 novembre 2025 volta alla predisposizione di un progetto individualizzato ex art. 14 l. 328/2000
Esito
Favorevole al ricorrente (genitore richiedente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il silenzio-inadempimento formatosi sull’istanza presentata al Comune di Palermo e all’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo per ottenere la predisposizione, nell’interesse del figlio, di un progetto individualizzato ai sensi dell’art. 14 l. 328/2000. Nel corso del giudizio ha dichiarato l’intervenuta cessazione della materia del contendere, documentando il sopravvenuto adempimento. Il Comune ha chiesto che le spese fossero poste integralmente a carico dell’Azienda sanitaria, sostenendo di essersi tempestivamente attivato per la parte di propria competenza e attribuendo alla sola Azienda il mancato rispetto dei termini procedimentali.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo comprovato il sopravvenuto adempimento e non contestata la relativa dichiarazione della parte ricorrente. Quanto alle spese, ha applicato il criterio della soccombenza virtuale, individuando nell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo il soggetto cui era imputabile il mancato rispetto dei termini procedimentali per la predisposizione del piano personalizzato. L’Azienda è stata quindi condannata a pagare alla ricorrente € 1.500,00, oltre accessori di legge e refusione del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore. Le spese sono state compensate nei confronti del Comune di Palermo, che si era tempestivamente attivato per la parte di propria competenza.
Norme richiamate
art. 14 l. 328/2000
Costituisce la base normativa della richiesta di predisposizione del progetto individualizzato nell’interesse della persona con disabilità.
art. 34, comma 5, c.p.a.
È richiamato quale fondamento processuale della dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
art. 6, paragrafo 1, lettera f), Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato quale presupposto per l’oscuramento dei dati personali nella diffusione del provvedimento.
art. 9, paragrafi 2 e 4, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato con riguardo alla tutela dei dati relativi alla salute.
art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003
Richiamato per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi in caso di diffusione della sentenza.
art. 2-septies d.lgs. 196/2003
Richiamato per la protezione dei dati relativi alla salute.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio-inadempimento, l’amministrazione adempie alla pretesa azionata e tale sopravvenienza è documentata e non contestata, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
- Ai fini della regolazione delle spese dopo la cessazione della materia del contendere, il giudice può applicare il criterio della soccombenza virtuale, individuando l’amministrazione cui è concretamente imputabile l’inadempimento procedimentale.
- Quando più amministrazioni sono coinvolte nella predisposizione di una prestazione o di un piano personalizzato, le spese possono essere poste esclusivamente a carico dell’amministrazione responsabile del mancato rispetto dei termini, mentre possono essere compensate nei confronti dell’amministrazione che si sia tempestivamente attivata per la parte di propria competenza.
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