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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16172/2024 del 18/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente deduce nullità degli atti ex artt. 178 e 179 c.p.p., sostenendo che la Corte d'appello ha fondato la conferma della condanna anche sul contenuto di una requisitoria scritta del Pubblico Ministero che tuttavia si riferiva ad un diverso procedimento (R.G. n.1996/2020) e a diverso imputato (Ammendola Alessia). Il difensore rilevava quindi l'assenza della requisitoria relativa al procedimento a carico di Arillo e la nullità per mancata acquisizione del parere del P.G. relativo al suo processo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Dall'esame degli atti è emerso che nel fascicolo erano state depositate e al difensore notificate le conclusioni del P.G. relative al procedimento n.1996/2020 a carico di Ammendola Alessia, e che la Corte territoriale aveva tenuto conto di tali conclusioni. Si è configurata pertanto una nullità a regime intermedio, regolarmente eccepita, consistente nell'utilizzo da parte del giudice di merito di una requisitoria inerente ad un diverso procedimento. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Napoli per il prosieguo.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990, art. 73, commi 1 e 4

    Norma sostanziale che incrimina la detenzione e la cessione di sostanze stupefacenti; la condanna di Arillo era fondata su tale disposizione (detenzione ai fini di spaccio di sostanza tipo marijuana).

  • D.P.R. 309/1990, art. 7

    Prevede l'autorizzazione per specifiche attività; il fatto era contestato come effettuato senza l'autorizzazione prevista dall'art. 7.

  • D.P.R. 309/1990, art. 75

    Si riferisce ai casi di esclusivo uso personale; la vicenda è stata qualificata come estranea a tali ipotesi (quindi idonea a integrare finalità di cessione).

  • Codice di procedura penale, artt. 178 e 179

    Rilevate per la censura di nullità: gli artt. sono richiamati dal ricorrente per dedurre la nullità degli atti decisivi (uso di una requisitoria riferita a diverso procedimento) e la relativa insanabilità in assenza del parere del P.M. relativo al procedimento corretto.

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. c)

    Richiamato dalla Corte di Cassazione per inquadrare la censura come valutabile in sede di legittimità e per giustificare l'accesso agli atti da parte del giudice di legittimità ai fini del controllo sulla vicenda.

  • D.L. 149/2020, art. 23-bis (conv. in L. 176/2020)

    Norma sul procedimento 'cartolare' che ha disciplinato l'udienza del 26 aprile 2023; la Corte territoriale ha tenuto l'udienza secondo tale procedura e, in quella sede, ha esaminato le conclusioni scritte erroneamente riferite ad altro procedimento.

Massime di principio

  • L'utilizzo, da parte del giudice, di una requisitoria o di conclusioni del Pubblico Ministero riferite a un diverso procedimento (diverso numero di R.G. e/o diverso imputato) integra una nullità che può incidere sulla validità della decisione e può determinare l'annullamento della sentenza.
  • La nullità derivante dall'impiego di atti provenienti da altro procedimento è qualificata dalla Cassazione come 'a regime intermedio' e deve essere tempestivamente eccepita dalla difesa; il giudice di legittimità può accedere agli atti per verificare la fondatezza di tale censura.
  • In fase di giudizio, anche se celebrato in forma cartolare (art. 23-bis D.L. 149/2020), il giudice non può fondare la decisione su documenti estranei al procedimento o riguardanti altri imputati; la presenza nel fascicolo di atti riferiti a altro procedimento richiede attenzione e, se il vizio è tale da pregiudicare il contraddittorio o la funzione accusatoria, può condurre all'annullamento.
  • Per evitare rischi simili, il difensore deve verificare la corrispondenza numerica e soggettiva degli atti notificati (numero di R.G., nome dell'imputato) e sollevare immediatamente l'eccezione di nullità se riscontra discrepanze.
  • Se la nullità consiste in una utilizzazione di atti estranei non sanabile nel merito, la Cassazione può disporre l'annullamento senza rinvio e trasmettere gli atti al giudice competente per il prosieguo.

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