Cassazione Penale, Sentenza n. 41569/2023 del 12/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del provvedimento che dispone la consegna di Cenaj Rigels all'Autorità Giudiziaria tedesca in esecuzione di mandato di arresto emesso dal Tribunale di Amburgo relativo a un tentativo di furto commesso in Amburgo tra il 13 e il 20 febbraio 2017. Il ricorrente ha dedotto: difetto di proporzionalità del mandato perché, secondo la difesa, finalità meramente investigativa; carenza informativa del mandato; violazioni di principi ostativi (art. 2 legge n. 69/2005); presunto contrasto con art. 7, comma 2 della stessa legge in relazione alla qualificazione del tentativo e all'eventuale pena edittale; doglianze riferite agli artt. 6, 18, 18-bis, 18-ter e 6-bis della legge n. 69/2005; obiezioni connesse alla posizione del ricorrente quale cittadino di uno Stato terzo integrato in Italia e richiamo alla sentenza n. 178/2023 della Corte Costituzionale; istanza di revoca del mandato presentata all'Autorità richiedente.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile e ha confermato il provvedimento della Corte di appello di Bari che dispone la consegna del ricorrente alla Germania, subordinandone la consegna alla condizione della restituzione dopo il processo ai sensi dell'art. 19, lettera b, della legge n. 69/2005. Il Collegio ha esaminato le doglianze immotivate: ha escluso il difetto di proporzionalità e la natura meramente investigativa del mandato; ha ritenuto sufficiente la descrizione del fatto nel mandato; ha considerato infondate le obiezioni relative ai limiti edittali e alla rilevanza delle norme (artt. 6, 18, 18-bis, 18-ter) che riguardano piuttosto i mandati esecutivi; ha altresì ritenuto irrilevante, ai fini della legittimità della consegna, l'istanza di revoca indirizzata all'Autorità richiedente. Conseguentemente ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Normativa italiana sul mandato d'arresto europeo. L'art. 19, lettera b, consente la consegna subordinata alla restituzione del consegnato dopo essere stato sottoposto a processo. L'art. 2 contiene principi ostativi al rilascio ma, secondo la Corte, non risultano violati nel caso concreto. L'art. 7, comma 2 (riferito a riduzioni di pena per il tentativo) non impedisce la consegna quando la forbice edittale vigente nello Stato richiedente può comunque portare a pena non inferiore ai 12 mesi. Gli artt. 6, 6-bis, 18, 18-bis e 18-ter disciplinano ipotesi e limiti tipicamente connesse ai mandati d'arresto esecutivi e non appaiono applicabili o ostativi nel caso di mandato meramente processuale adeguatamente motivato.
Sentenza Corte Costituzionale n. 178 del 2023
La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di parte dell'art. 18-bis, comma 2, della legge n. 69/2005 nella parte in cui non prevedeva che la corte d'appello possa rifiutare la consegna di cittadini di Stati terzi legalmente e effettivamente residenti/domiciliati in Italia da almeno cinque anni e sufficientemente integrati. La Corte territoriale ha esteso interpretativamente questa indicazione all'art. 19 (mandato meramente processuale), ma la Suprema Corte ha ritenuto le doglianze inconferenti nel caso concreto.
art. 26 legge MaE (richiamo normativo indicato dalla difesa)
Il richiamo difensivo all'art. 26 della cosiddetta legge MaE è stato ritenuto dalla Corte marcatoriamente eccentrico e non idoneo a inficiare la legittimità della consegna; pertanto non ha inciso sull'esito del ricorso.
Massime di principio
- Un mandato d'arresto europeo qualificato come "meramente processuale" può legittimare la consegna se il titolo riporta una descrizione puntuale e circostanziata del fatto: non è richiesto che dal mandato emergano elementi dettagliati sugli indizi e sulle fonti, che rimangono di competenza dello Stato richiedente.
- Le eccezioni di proporzionalità e la tesi della finalità meramente investigativa richiedono elementi concreti che dimostrino l'abuso del mandato; ritardi nella domanda o generiche affermazioni non sono di per sé sufficienti.
- L'art. 19, lettera b, consente consegne condizionate alla restituzione del consegnato dopo il processo; la presenza di tale condizione non rende automaticamente illegittima la consegna quando le formalità del mandato sono rispettate.
- Questioni riguardanti la possibile riduzione di pena per il tentativo e la relativa incidenza sui limiti edittali (art. 7) devono essere valutate alla luce della legge penale dello Stato richiedente: la sola prospettiva di una futura riduzione non impedisce la consegna se la pena teorica rientra nella forbice applicabile.
- Le norme che disciplinano i mandati esecutivi (es. artt. 6, 18 e correlati) non sono automaticamente applicabili ai mandati meramente processuali; obiezioni fondate su tali articoli devono preliminarmente dimostrare la natura esecutiva del titolo.
- L'essere cittadino di uno Stato terzo e l'integrazione in Italia possono costituire motivo di rifiuto della consegna solo se ricorrono i presupposti normativi/giurisprudenziali espressi (es. residenza/dimora di almeno cinque anni e sufficiente integrazione), ma tali criteri vanno provati concretamente e valutati caso per caso.
- La presentazione di una richiesta di revoca del mandato allo Stato richiedente non incide automaticamente sulla legittimità della consegna già disposta dagli organi nazionali competenti.
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