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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11697/2025 del 24/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della loro condanna per invasione arbitraria di alloggi popolari (art. 633 c.p.), sostenendo: 1) inesistenza del reato per necessità abitativa e per il fatto che era stata presentata domanda di assegnazione e segnalata la necessità di un alloggio; 2) che la loro condotta era scriminata dallo stato di necessità (art. 54 c.p.) o assoggettata alla causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); 3) che non può rilevare penalmente il fatto di essere stati sorpresi nello stato di occupazione successivamente all'eventuale violazione; 4) censura del trattamento sanzionatorio ritenuto troppo afflittivo e mancanza di adeguata motivazione in relazione ai criteri di determinazione della pena (art. 133 c.p.) e al diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché le censure riproducevano ragioni già rigettate in sede di appello con motivazione corretta ed esaustiva. Ha ritenuto fondato il giudizio della Corte territoriale secondo cui l'occupazione abusiva si è protratta per anni, e ha richiamato l'autodenuncia della Ammirato e la prova di interventi materiali (forzatura e sostituzione delle serrature) come elementi a carico degli imputati. Per tali motivi lo stato di necessità e la non punibilità per particolare tenuità sono stati esclusi; la pena detentiva (quattro mesi, con sospensione condizionale e non menzione) è stata ritenuta congrua e prossima al minimo edittale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende per colpa nella proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 633 codice penale (invasione di terreni ed edifici)

    Il reato può avere natura istantanea o permanente: l'introduzione è reato istantaneo, mentre la protrazione con occupazione ininterrotta per tempo significativo integra una condotta permanente. Anche chi non ha partecipato all'iniziale invasione può rispondere, almeno a titolo di concorso morale, se contribuisce a perpetuarla. Elementi materiali come forzatura e sostituzione delle serrature possono comprovare la partecipazione.

  • art. 54 codice penale (stato di necessità)

    Lo stato di necessità non può essere invocato quando l'occupazione si prolunga per anni: la protrazione e la disponibilità di vie amministrative o la consistenza dell'offesa alla parte (più alloggi occupati) pongono limiti all'applicabilità della scriminante.

  • art. 131-bis codice penale (non punibilità per particolare tenuità del fatto)

    La causa di non punibilità per particolare tenuità è esclusa se l'occupazione abusiva si è protratta per un lungo periodo e ha arrecato un ingente pregiudizio alla parte offesa (più abitazioni occupate), rendendo il fatto non trascurabile.

  • art. 133 codice penale (determinazione della pena)

    La scelta tra pena detentiva e pecuniaria spetta al giudice basandosi sui criteri previsti; nel caso in esame la Corte ha ritenuto congrua la pena detentiva nella misura prossima al minimo, motivando la valutazione con la durata dell'occupazione e il pregiudizio arrecato.

  • Giurisprudenza citata (Cass. sez. 2, n. 4393 del 04/12/2018, Rv. 274902-01)

    il reato di invasione di terreni ed edifici può avere natura istantanea o permanente, a seconda che l'introduzione nel fondo altrui sia seguita da un insediamento istantaneo o si protragga con un'occupazione ininterrotta per un tempo superiore a quello strettamente necessario per integrare il delitto, sicchè, in tale ultimo caso, risponde a titolo di concorso, quanto meno morale, colui che, senza aver partecipato all'iniziale invasione, abbia successivamente contribuito a perpetuare la condotta criminosa

    Conferma il principio che la protrazione dell'occupazione trasforma la fattispecie e amplia la responsabilità anche a chi interviene successivamente per mantenere l'occupazione.

Massime di principio

  • L'occupazione abusiva di immobili può essere valutata come reato permanente: la mera presenza successiva può integrare il concorso se contribuisce a perpetuare l'occupazione.
  • La scriminante dello stato di necessità non è automaticamente applicabile per ragioni abitative: va valutata la durata dell'occupazione, le alternative disponibili e l'entità del pregiudizio alla parte offesa.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede che il fatto sia effettivamente di scarsa gravità e non abbia arrecato significativo danno; occupazioni protratte e plurime normalmente escludono tale causa.
  • Le prove materiali (es. forzatura, sostituzione di serrature, autodenunce) assumono rilievo decisivo per attribuire responsabilità anche se non si provi la partecipazione all'atto iniziale.
  • In sede di determinazione della pena il giudice può applicare la pena detentiva anche se lieve, se adeguatamente motivata in rapporto alla durata e alle conseguenze dell'illecito; la scelta va supportata da specifica motivazione rispetto ai criteri di cui all'art. 133 c.p.
  • I ricorsi che si limitano a reiterare censure già valutate e respinte in appello rischiano l'inammissibilità e la condanna alle spese e a sanzioni per colpa nella proposizione del ricorso.

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