Cassazione Penale, Sentenza n. 20834/2024 del 28/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Madotto era stato condannato per il reato di cui all'art. 10-bis del d.lgs. n. 74/2000 per non aver versato, in qualità di legale rappresentante della "Enrico Ravanelli s.r.l.", ritenute dovute relative agli anni d'imposta 2014, 2015 e 2016, per importi superiori a 150.000 euro annui. Il ricorso in Cassazione solleva tre censure: (1) vizio di motivazione e mancato esame delle prove difensive che avrebbero dimostrato l'impossibilità oggettiva di adempiere (crisi dovuta alla perdita di un importante appalto in Libia e conseguente mancato incasso); (2) violazione del principio del favor rei per aver applicato in sede di conversione della pena la versione novellata dell'art. 59 della legge n. 689/1981 (d.lgs. n. 150/2022 entrato in vigore il 30/12/2022), più sfavorevole rispetto alla normativa vigente al tempo del fatto; (3) errata attribuzione all'imputato del mancato pagamento di una sanzione pecuniaria pregressa, nonostante la mancata esecuzione della procedura di esazione ex art. 212 d.P.R. n. 115/2002, che avrebbe impedito al ricorrente di pagare.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo inammissibile (confermando la correttezza della valutazione del dolo e l'insussistenza della forza maggiore: la crisi libica era anteriore e le trattenute risultavano effettuate, sicché le somme erano disponibili ma non accantonate). Ha invece accolto i secondi due motivi: non è applicabile la versione dell'art. 59, novellata dal d.lgs. n. 150/2022 entrata in vigore il 30/12/2022, perché intervenuta dopo il fatto; per effetto del principio del favor rei si deve applicare la normativa vigente al tempo dei fatti. Inoltre la prescrizione del reato è maturata per le annualità 2014 e 2015 (termine massimo computato in 7 anni e 6 mesi), mentre non è maturata per il 2016. Conseguentemente la sentenza impugnata è annullata senza rinvio limitatamente ai reati relativi ai periodi d'imposta 2014 e 2015 perché estinti per prescrizione; il caso è rinviato ad altra sezione della Corte d'Appello per rideterminare il trattamento sanzionatorio e valutare, secondo la normativa vigente all'epoca dei fatti, la richiesta di conversione della pena detentiva. La condanna per l'annualità 2016 resta invece irrevocabile nella parte in cui afferma la responsabilità.
Norme richiamate
art. 10-bis d.lgs. n. 74/2000
Norma che sanziona il mancato versamento delle ritenute dovute, integrando il delitto per importi superiori a 150.000 euro per ciascun periodo d'imposta; è il reato contestato a Madotto.
art. 59 legge n. 689/1981
versione novellata dal d.lgs. n. 150/2022, entrata in vigore il 30 dicembre 2022
Regola i casi ostativi alla sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria; la Corte ha ritenuto che la versione novellata non poteva essere applicata retroattivamente per effetto del principio del favor rei.
d.lgs. n. 150/2022
entrata in vigore il 30 dicembre 2022
Ha modificato il regime di sostituzione delle pene previsto dalla legge n. 689/1981; la Corte ha escluso la sua applicazione al caso perché sopravvenuta rispetto ai fatti.
art. 2 cod. pen.
Principio del favor rei: in caso di mutamento normativo si applica la normativa più favorevole all'imputato; è stato richiamato per escludere l'applicazione della novella peggiorativa.
art. 17, comma 1-bis, d.lgs. n. 74/2000
La Corte ha rilevato che il meccanismo ivi previsto non opera per il delitto di cui all'art. 10-bis, e pertanto il termine massimo di prescrizione è stato computato in 7 anni e 6 mesi per le annualità 2014 e 2015.
art. 212 d.P.R. n. 115/2002
Norma sulla procedura di esazione; la difesa ha lamentato che l'Ufficio non ha espletato la procedura prevista (mancata notifica dell'invito al pagamento), argomento collegato alla richiesta di conversione della pena e alla valutazione dell'effettiva impossibilità di pagare.
Massime di principio
- Il mancato versamento di ritenute può integrare il delitto di cui all'art. 10-bis d.lgs. n. 74/2000 qualora gli importi per ciascun periodo superino la soglia prevista; la responsabilità penale può essere esclusa solo con prova rigorosa e completa dell'assoluta impossibilità di adempiere, compreso l'esaurimento di tutte le misure concrete per reperire risorse anche a titolo personale.
- Il principio del favor rei vieta l'applicazione retroattiva di norme peggiorative del trattamento sanzionatorio: in sede di conversione o determinazione della pena va applicata la normativa vigente al tempo del fatto.
- Prima di attribuire la mancata conversione di pena a pregressi inadempimenti pecuniari, occorre verificare che siano stati rispettati gli obblighi procedurali d'esazione (es. notifica dell'invito al pagamento ex art. 212 d.P.R. 115/2002); la mancanza di tali atti può incidere sul giudizio circa la colpevolezza o sulla possibilità di conversione della pena.
- Per valutare la prescrizione bisogna accertare la disciplina speciale applicabile al reato e la decorrenza dei termini; alcune disposizioni che alterano il computo non operano per tutti i reati (es. art. 17, comma 1-bis, del d.lgs. n. 74/2000 non si applica all'art.10-bis), e ciò può determinare l'estinzione per prescrizione di alcune annualità.
- Nel giudizio di legittimità la Corte non rivede liberamente la valutazione delle prove se la motivazione dei giudici di merito è coerente e non contraddittoria: le censure che implicano una rivalutazione probatoria sono spesso inammissibili se la motivazione è congrua.
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