Cassazione Penale, Sentenza n. 33652/2025 del 13/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la domanda di revoca/sospensione dell'ingiunzione a demolire emessa a seguito di sentenza penale di condanna (art. 44 lett. b) d.P.R. 380/2001). La ricorrente invocava la violazione del principio di proporzionalità e dell'art. 8 CEDU (diritto alla vita privata e familiare/domicilio), deducendo l'impatto gravissimo della demolizione sulla sua situazione familiare ed economica (tre figli, uno con handicap grave) e richiamando l'inerzia/amministrativa sospensione protrattasi nel tempo che avrebbe consolidato la sua aspettativa abitativa.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza del giudice dell'esecuzione abbia correttamente applicato i principi di diritto e la giurisprudenza convenzionale e di legittimità: l'ordine di demolizione ha natura ripristinatoria e reale e conserva efficacia anche nei confronti di terzi proprietari o aventi titolo; il bilanciamento ex art. 8 CEDU (principio di proporzionalità) rileva principalmente rispetto all'autore dell'abuso o al proprietario e al suo stretto nucleo familiare; i terzi privi di titolo reale solido o subentrati dopo la definitività della sentenza non possono invocare rilievo prioritario alla loro situazione abitativa, specialmente se non hanno agito con diligenza per ottenere sanatoria o soluzioni alternative. Nel caso concreto la ricorrente si era insediata dopo la irrevocabilità della sentenza e dopo il rigetto amministrativo della sanatoria, non aveva provveduto tempestivamente a reperire alternativa abitativa e la costruzione era gravemente abusiva (ampio volume, su terreno agricolo in area vincolata), per cui la richiesta di sospensione/revoca è stata respinta.
Norme richiamate
d.P.R. n. 380/2001, art. 44, lett. b)
Prevede l'ordine di demolizione come conseguenza dell'accertamento penale dell'abuso edilizio; la Corte sottolinea la natura ripristinatoria e reale di tale misura, che si applica anche ai successivi titolari del bene.
d.P.R. n. 380/2001, art. 36
Riguarda la richiesta di sanatoria; la Corte valuta la mancata dimostrazione di elementi idonei a sostenere l'esito positivo della domanda di sanatoria come elemento a sfavore della ricorrente.
art. 8 CEDU
Il diritto al rispetto della vita privata, familiare e del domicilio è bilanciabile con l'interesse pubblico alla tutela del territorio; il principio di proporzionalità si applica ma, secondo la Corte, rileva principalmente nei confronti dell'autore/proprietario dell'abuso e del suo stretto nucleo familiare.
art. 3 Cost.
Citato come fondamento costituzionale dei diritti sociali; la Corte ricorda che il diritto all'abitazione non è assoluto e va contemperato con altri interessi di pari rango.
art. 32 Cost.
Riferito alla tutela della salute; la Corte osserva che la tutela della salute non giustifica il permanere in un immobile abusivo che non garantisce i requisiti normativi di salubrità.
art. 667, comma 4, cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata in relazione al procedimento di esecuzione e alla decisione de plano del giudice dell'esecuzione (menzionata nelle fasi processuali).
art. 173 disp. att., cod. proc. pen.
Rinvio normativo alla limitazione delle censure in cassazione (motivo dedotto nei limiti strettamente necessari per la motivazione).
Art. 1 Protocollo Addizionale CEDU
Richiamato indirettamente tramite la giurisprudenza costituzionale per affermare il margine regolamentare degli Stati in materia di uso dei beni e misure ripristinatorie come la confisca/demolizione.
Massime di principio
- L'ordine di demolizione ha natura ripristinatoria e reale: conserva efficacia anche nei confronti di eredi o acquirenti e può essere eseguito contro chiunque vant(i) un diritto reale o personale sull'immobile, salvo provvedimenti amministrativi incompatibili.
- Il test di proporzionalità ex art. 8 CEDU si applica soprattutto quando l'immobile è adibito ad abitazione abituale dell'autore o del proprietario e del suo stretto nucleo familiare; i terzi estranei all'illecito godono di tutela molto più limitata.
- I fattori rilevanti nel bilanciamento sono (non esaustivo): consapevolezza dell'illiceità, gravità e tipologia dell'abuso, tempo trascorso dall'accertamento/irrevocabilità della sentenza (tempo utile per sanatoria/soluzioni alternative), condizioni personali (età, salute, minorità), possibilità di agire davanti a un organo indipendente e ragioni per differire l'esecuzione; l'onere probatorio grava su chi invoca la proporzionalità.
- L'inerzia o l'insediamento successivo del terzo dopo la irrevocabilità della sentenza e dopo il rigetto amministrativo di sanatoria indebolisce la pretesa di protezione: chi si insedia tardivamente deve agire con diligenza e non può lucrare sul tempo trascorso.
- La tutela della salute e della minorità non è automaticamente sufficiente a impedire la demolizione: occorre dimostrare che l'esecuzione comporterebbe un pregiudizio insopportabile e che non siano possibili misure alternative ragionevoli; un immobile abusivo non garantisce per definizione i requisiti normativi di salubrità.
- In situazioni analoghe è consigliabile agire tempestivamente: verificare lo status edilizio prima di occupare/acquisire, promuovere immediatamente eventuali istanze di sanatoria o soluzioni abitative alternative, documentare lo stato di bisogno e la buona fede e, se possibile, ottenere provvedimenti amministrativi incompatibili con la demolizione.
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