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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15149/2024 del 12/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Sesta Sezione della Corte di Cassazione, deducendo un errore di fatto: la Corte avrebbe erroneamente omesso di dichiarare la prescrizione di ulteriori reati contestati a Marrone, mediante una comparazione delle date dei capi di imputazione; il ricorso straordinario invocato era proposto ai sensi dell'art. 625 bis c.p.p.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di specificità dei motivi. La Corte ha ritenuto insufficiente la mera comparazione dei capi di imputazione e ha richiamato l'orientamento secondo cui la declaratoria di prescrizione richiede la rappresentazione compiuta della sequela procedimentale, la dimostrazione dell'intervenuta maturazione del termine e la valutazione di eventuali cause di sospensione/interruzione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625 bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso straordinario per cassazione; nella pratica richiede che il ricorrente esponga con specificità le ragioni dell'errore di fatto che si denuncia per poterlo ritenere ammissibile

  • art. 616 c.p.p.

    Consente la condanna al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile quando emerge colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; applicata per irrogare una sanzione pecuniaria di euro 3.000

  • Giurisprudenza citata - Sez. 5, n. 12093 del 20/01/2021

    Principio secondo cui l'accertamento della prescrizione non è mero computo aritmetico ma richiede la risoluzione di plurime questioni di fatto e diritto; tale complessità rende inammissibile il ricorso che non documenti la sequenza processuale e la maturazione del termine

  • Giurisprudenza citata - Sez. 1, n. 12595 del 13/03/2015

    Conferma il principio che la dichiarazione di prescrizione richiede elementi di chiara evidenza e non si fonda su semplici raffronti formali delle imputazioni

  • Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione ai profili di colpa ai fini della condanna pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p.; giurisprudenza di supporto sull'applicazione della sanzione

Massime di principio

  • Un ricorso straordinario per cassazione (art. 625 bis c.p.p.) che deduca errore di fatto sulla prescrizione deve contenere una esposizione dettagliata della sequela procedimentale e dimostrare, con riferimento agli atti e alle date, la maturazione del termine prescrizionale
  • La dichiarazione di prescrizione non è un mero calcolo aritmetico basato solo sulla comparazione delle imputazioni: occorre valutare le date effettive dei singoli fatti, le sentenze e le eventuali cause di sospensione o interruzione della prescrizione
  • Se il ricorrente non fornisce la documentazione e la motivazione necessarie, il ricorso viene dichiarato inammissibile per carenza di specificità e può comportare condanna alle spese e sanzione pecuniaria ex art. 616 c.p.p.
  • Prima di proporre un ricorso basato su prescrizione, è opportuno allegare e analizzare il fascicolo processuale (atti che determinano la decorrenza e le eventuali sospensioni/interruzioni) e spiegare espressamente le ragioni giuridiche che portano alla declaratoria
  • L'attore del ricorso dovrebbe quantificare e dimostrare ogni periodo che incide sul decorso del termine prescrizionale (p.es. scadenze, proroghe, sospensioni per impugnazioni o procedimenti collegati) per evitare il rigetto per genericità

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