Sentenza n. 299/2026 - Brescia, Sezione 2
per l'annullamento della Convenzione in data 14 gennaio 2022 sottoscritta dalla Prefettura di Brescia, dall'Ufficio d'Ambito della medesima Provincia e dalla società Acque Bresciane S.r.l.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Convenzione del 14 gennaio 2022 per la progettazione definitiva e l'esecuzione delle nuove opere di collettamento e depurazione della sponda bresciana del Lago di Garda
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni e gestore)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune ha dedotto l'illegittimità derivata dagli atti precedentemente impugnati; lo sviamento di potere, sostenendo che il Prefetto avesse sottoscritto la convenzione quale legale rappresentante della Prefettura anziché quale Commissario straordinario; la carenza di motivazione della decisione di sottoscrivere la convenzione; la mancata autorizzazione dell'Ufficio d'Ambito da parte della Provincia e il contrasto con l'indirizzo espresso dal Consiglio provinciale; la mancata autorizzazione formale del gestore da parte dei suoi organi societari; la violazione dell'art. 15 l. 241/1990, poiché la convenzione non avrebbe disciplinato attività di comune interesse svolte in collaborazione, ma avrebbe attribuito al gestore una funzione ancillare rispetto al Commissario straordinario; l'illegittimità della clausola che prevedeva, quale condizione risolutiva espressa, la perdita della natura di organismo in house da parte del gestore. Le parti resistenti hanno eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, nonché il difetto o la sopravvenuta carenza di interesse, sostenendo comunque l'infondatezza del ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, riconoscendo la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e indicando la possibilità di riproporre il processo davanti a tale giudice nelle forme e nei termini di rito. Il Collegio ha ritenuto assorbite tutte le ulteriori questioni processuali e di merito, compresa l'istanza di rinvio per la proposizione di motivi aggiunti. La controversia riguarda un nuovo sistema di collettamento e depurazione delle acque reflue, destinato a sostituire l'opera esistente, con diverso tracciato, diversa localizzazione degli impianti e diverso recapito finale delle acque depurate, dal Lago di Garda al Fiume Chiese. Le acque reflue trattate nell'ambito del servizio idrico integrato sono state qualificate come acque pubbliche destinate a usi di interesse generale. Gli atti impugnati incidono quindi in modo immediato e diretto sul regime delle acque pubbliche, disciplinandone il convogliamento, il trattamento, il deflusso, il riutilizzo e la destinazione finale. Tale incidenza radica la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ai sensi dell'art. 143, comma 1, lett. a), r.d. 1775/1933, anche se gli atti provengono da autorità non istituzionalmente preposte alla cura delle acque e assumono la forma di una convenzione tra amministrazioni e soggetti privati. Le ricadute urbanistiche, ambientali ed espropriative sono state ritenute meramente strumentali rispetto al profilo principale della gestione delle acque pubbliche. Le spese di lite sono state integralmente compensate per la natura processuale della decisione e la complessità della vicenda.
Norme richiamate
art. 143, comma 1, lett. a), r.d. 1775/1933
sussiste la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche in relazione ad ogni controversia avente ad oggetto atti amministrativi in materia di acque pubbliche, idonei ad incidere in maniera non occasionale, ma immediata e diretta, sul regime delle acque pubbliche e del relativo demanio
La giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche comprende gli atti che incidono direttamente sul governo, sulla regimazione, sulla localizzazione delle opere idrauliche, sul deflusso, sul trattamento o sulla destinazione delle acque pubbliche, anche quando siano adottati da autorità diverse da quelle preposte alla cura delle acque e anche quando abbiano forma convenzionale.
art. 15 l. 241/1990
La questione della violazione della disciplina degli accordi tra amministrazioni è stata assorbita per difetto di giurisdizione e non è stata decisa nel merito.
art. 4, comma 1, lett. f), l. 36/1994
dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue
La nozione di servizio idrico integrato comprende anche fognatura e depurazione; tale complessiva attività rileva ai fini della qualificazione delle acque reflue trattate come acque pubbliche destinate a usi di interesse generale.
artt. 6 e 7 l. 36/1994
Le disposizioni disciplinano anche le modalità di riutilizzo e trattamento delle acque reflue urbane sottoposte a depurazione, confermando la rilevanza pubblicistica della gestione delle acque reflue.
Massime di principio
- La giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche si radica quando l'atto amministrativo incide in modo immediato e diretto sul regime delle acque pubbliche, anche se adottato da un'autorità diversa da quella istituzionalmente preposta alla tutela delle acque.
- Rientrano nella giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche gli atti relativi alla realizzazione, sostituzione, localizzazione o modifica di opere idrauliche che disciplinano concretamente il convogliamento, il trattamento, il deflusso, il riutilizzo o la destinazione finale delle acque pubbliche.
- La gestione del collettamento e della depurazione delle acque reflue, in quanto componente del servizio idrico integrato, può costituire attività direttamente incidente sul regime delle acque pubbliche e non una mera attività ambientale o urbanistica strumentale.
- La prevalenza della giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche non viene meno per il fatto che la controversia riguardi una convenzione tra amministrazioni o tra un'amministrazione e un soggetto privato, quando l'accordo incida direttamente sull'uso delle acque pubbliche.
- Le ricadute urbanistiche, ambientali ed espropriative di un progetto di collettamento e depurazione restano attratte nella giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche quando siano strumentali rispetto al profilo principale della gestione e regimazione delle acque pubbliche.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 2 mar 2026Sentenza n. 471/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 2 mar 2026Sentenza n. 474/2026 - Venezia, Sezione 4
- Sentenza · 2 mar 2026Sentenza n. 475/2026 - Venezia, Sezione 4
- Sentenza · 2 mar 2026Sentenza n. 477/2026 - Venezia, Sezione 4
- Sentenza · 2 mar 2026Sentenza n. 71/2026 - Trieste, Sezione 1
- Sentenza · 2 mar 2026Sentenza n. 72/2026 - Trieste, Sezione 1
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →