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Sentenza

Sentenza n. 4546/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'annullamento a) del provvedimento interdittivo prot. n° -OMISSIS- adottato dall'UTG – Prefettura di Caserta, a firma del Prefetto di Caserta, trasmesso con nota prot. n° -OMISSIS- b) del provvedimento, a firma del Responsabile dell'Area Tecnica e del Responsabile Suap del Comune di Caianello prot. n° -OMISSIS-, con il quale è stata definita con esito negativo la richiesta di autorizzazione presentata dalla ditta per l'apertura di esercizio speciale per la vendita di merci ingombranti, ovvero di materassi e piccoli complementi d'arredo c/o il fabbricato sito in Caianello alla Via-OMISSIS- c) di ogni altro atto preordinato, conseguenziale e/o connesso comunque lesivo degli interessi del ricorrente, comprese le indagini istruttorie se ed in quanto compiute.

Giustizia amministrativa202304153

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: interdittiva antimafia adottata dalla Prefettura di Caserta e diniego comunale di autorizzazione all'apertura di un esercizio speciale per la vendita di merci ingombranti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura e ministeri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ditta individuale ha impugnato l'interdittiva antimafia adottata dalla Prefettura di Caserta e il conseguente provvedimento comunale con cui era stata definita negativamente la richiesta di autorizzazione per l'apertura di un esercizio speciale destinato alla vendita di merci ingombranti, materassi e piccoli complementi d'arredo. Nel corso del giudizio, con atto depositato il 30 marzo 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché la controversia era stata superata dalla presentazione alla Prefettura di Caserta di un'istanza di revoca e/o revisione dell'interdittiva. La parte ha precisato che il proprio interesse si sarebbe concentrato sulle determinazioni prefettizie relative a tale nuova istanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il giudice ha ritenuto che la dichiarazione espressa della ricorrente impedisse la decisione nel merito, in applicazione del principio dispositivo che governa il processo amministrativo. Il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell'interesse ad agire; pertanto, deve adottare una pronuncia conforme alla dichiarazione con cui la parte manifesta di non avere più interesse alla decisione. Le spese di giudizio sono state compensate, trattandosi di definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti; non incide sulla decisione di improcedibilità.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi; non incide sulla decisione di improcedibilità.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la dichiarazione con cui il ricorrente manifesta di non avere più interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, quando non residui una controversia che il giudice possa decidere nel merito.
  • Il principio dispositivo impedisce al giudice amministrativo di procedere d'ufficio alla decisione della controversia o di sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell'interesse ad agire; il giudice deve quindi conformarsi alla dichiarazione espressa di sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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