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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47776/2023 del 29/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduce l'omessa citazione a giudizio di uno dei suoi difensori per il giudizio di appello. Sostiene che i due difensori avevano proposto atti di impugnazione distinti e dunque l'avvenuta comparsa di un difensore non avrebbe potuto sanare la mancata notifica all'altro, essendo ciascun difensore ignaro della co-difesa esercitata dall'altro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse correttamente citato l'unico difensore risultante al tempo del giudizio, l'Avv. Luigi Marinelli, atteso che dai mandati emergeva una successione cronologica con revoca delle precedenti nomine: il mandato all'Avv. Marinelli era del 2 dicembre 2021, successivo al mandato dell'Avv. Lorenzo Aquilano del 16 novembre 2021, per cui prevale l'ultima manifestazione di volontà dell'appellante. Ne consegue che al momento dell'udienza del 22 febbraio 2023 l'imputato risultava difeso solo dall'Avv. Marinelli e non v'era omissione censurabile nella citazione. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen.

    L'articolo indica il tipo di reato per il quale Di Biase era stato originariamente condannato; nel motivo di ricorso tale riferimento serve a contestualizzare la vicenda sostanziale, ma la decisione di cassazione si concentra sulla questione processuale della difesa.

  • Sentenza Sezioni Unite n. 39060 del 16/07/2009 (Aprea)

    Principio richiamato sulla nullità a regime intermedio derivante dall'omesso avviso dell'udienza a uno dei difensori e sulla possibilità di sanatoria qualora l'altro difensore comparso non abbia proposto l'eccezione relativa. La Corte di Cassazione prende atto di tale principio nel valutare se la mancata notifica sia stata rilevante.

  • Corte Costituzionale n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione al criterio per l'imposizione delle sanzioni in caso di ricorso manifestamente inammissibile: la sentenza giustifica la condanna alle spese e la somma alla Cassa delle ammende ritenendo che il ricorso non sia stato proposto senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Verificare sempre la cronologia e il contenuto dei mandati di difesa: l'ultima nomina rilasciata dall'assistito, se contenente revoca delle precedenti, prevale e determina chi è effettivamente difensore al giudizio.
  • Se esistono più difensori formalmente nominati per lo stesso giudizio, l'omessa notificazione a uno di essi può essere sanata dalla comparsa dell'altro difensore, purché quest'ultimo non sollevi l'eccezione (orientamento delle Sezioni Unite).
  • Nelle impugnazioni in Cassazione per vizi di notifica della difesa occorre documentare che il difensore non raggiunto era ancora legittimato a rappresentare l'imputato alla data dell'udienza: la prova documentale dei mandati e delle eventuali revoche è decisiva.
  • Distinguere le nullità assolute da quelle "a regime intermedio" o rimediabili: non tutte le irregolarità processuali comportano l'annullamento automatico del procedimento se non sono state fatte valere tempestivamente.
  • Esiste il rischio di condanna alle spese e di irrogazione di somme alla Cassa delle ammende per ricorsi manifestamente inammissibili: valutare con attenzione la fondatezza del motivo prima di proporre il ricorso.

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