Sentenza n. 1290/2026 - Catanzaro, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Avviso orale del Questore di Catanzaro, con il quale il ricorrente era ritenuto pericoloso per la sicurezza pubblica quale appartenente alla categoria di persone di cui all'art. 1 d.lgs. 159/2011
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione di pubblica sicurezza)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'avviso orale deducendo la violazione degli artt. 1 e 3 d.lgs. 159/2011, la carenza dei presupposti, l'eccesso di potere per illogicità manifesta, nonché il difetto di istruttoria e di motivazione. Nel corso del giudizio cautelare l'istanza di sospensione è stata respinta sia dal TAR sia dal Consiglio di Stato in sede di appello cautelare. Prima della trattazione del merito, il ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio, in ragione del tempo trascorso, chiedendo che fosse dichiarata l'improcedibilità e che le spese fossero compensate.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i vizi dedotti contro l'avviso orale. Il giudice ha rilevato che il ricorrente dispone dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla decisione; tale dichiarazione rende inutile la prosecuzione del giudizio e impone la declaratoria di improcedibilità. Le spese della fase di merito sono state compensate tra le parti, anche in considerazione dell'esito processuale e delle difese di stile dell'amministrazione.
Norme richiamate
art. 1 d.lgs. 159/2011
Norma richiamata dal provvedimento impugnato per qualificare il destinatario come appartenente a una categoria di persone pericolose per la sicurezza pubblica; il giudice non ne ha esaminato nel merito l'applicazione.
art. 3 d.lgs. 159/2011
Norma posta a fondamento di una censura del ricorrente, ma non esaminata dal giudice a causa dell'improcedibilità.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento nell'ambito della disciplina processuale applicata.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- La parte ricorrente conserva la disponibilità dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione e può dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
- Quando il ricorrente dichiara, prima della decisione, di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, il giudice deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, senza sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse impedisce l'esame nel merito dei motivi di ricorso, poiché rende inutile la prosecuzione del giudizio.
- La dichiarazione di carenza di interesse si distingue dalla rinuncia al ricorso: in assenza di un'esplicita rinuncia, il giudice prende atto della sopravvenuta carenza di interesse mediante una pronuncia di improcedibilità.
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