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Ordinanza

Ordinanza n. 435/2026 - Milano, Sezione 2

per l'annullamento - del provvedimento di decadenza della concessione e revoca dell’autorizzazione commerciale n.-OMISSIS- – chiosco sito in -OMISSIS- – settore non alimentare, datato -OMISSIS-, emesso dal Comune di Milano – Direzione Economica Urbana e Lavoro – Area Attività Produttive e Commercio – Unità Programmazione e Gestione Commercio su Aree; - di ogni altro atto comunque connesso e/o presupposto e/o consequenziale compresi: l’avvio del procedimento atti PG -OMISSIS- del 09/09/2019 e la relazione di servizio atti Prot. -OMISSIS- della Polizia Annonaria e Commerciale.

Giustizia amministrativa202300138

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di decadenza dalla concessione e revoca dell'autorizzazione commerciale relativa a un chiosco

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il titolare della concessione e dell'autorizzazione commerciale ha impugnato il provvedimento comunale di decadenza dalla concessione e di revoca dell'autorizzazione per un chiosco del settore non alimentare, nonché gli atti presupposti e connessi, tra cui l'avvio del procedimento e una relazione di servizio della Polizia Annonaria e Commerciale. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificamente esposti i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel giudizio assume rilievo una querela di falso proposta con riferimento a elementi rilevanti per la decisione amministrativa; la sentenza del Tribunale di Milano che l'ha definita è stata appellata davanti alla Corte d'Appello di Milano.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda di annullamento. Ritenendo necessario acquisire la decisione definitiva sul giudizio civile relativo alla querela di falso, ha disposto che la parte più diligente depositi nel giudizio amministrativo la sentenza di definizione dell'appello pendente davanti alla Corte d'Appello di Milano e segnali il passaggio in giudicato della sentenza. La pronuncia ha quindi natura istruttoria e interlocutoria. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità del ricorrente e la comunicazione dell'ordinanza da parte della Segreteria.

Norme richiamate

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    Richiamato insieme all'art. 65, comma 3, c.p.a. quale fondamento dei poteri istruttori esercitati dal giudice.

  • art. 65, comma 3, c.p.a.

    Utilizzato quale base per disporre l'acquisizione, mediante deposito della parte più diligente, della sentenza conclusiva del giudizio civile rilevante ai fini della decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato a fondamento dell'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando la decisione di un ricorso amministrativo dipende da un giudizio civile pendente relativo alla falsità di un documento o di un elemento probatorio rilevante, il giudice amministrativo può disporre un incombente istruttorio volto all'acquisizione della sentenza definitoria e alla verifica del suo passaggio in giudicato, prima di decidere la controversia.
  • L'ordinanza che dispone il deposito della sentenza conclusiva di un giudizio civile rilevante ai fini della decisione, senza definire la domanda di annullamento, è un provvedimento istruttorio e interlocutorio.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaAutotutelaIstruttoria processuale
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoTrasparenza e pubblicità

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