Cassazione Penale, Sentenza n. 16494/2023 del 18/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario aggravato (premeditazione, motivi abietti o futili, approfittamento di circostanze di luogo e tempo) e per il porto/detenzione illegale dell'arma. Il ricorrente ha contestato il vizio di motivazione e la carenza di gravità indiziaria: ha evidenziato che gli elementi posti a base della misura sono congetturali o non conducente (uso comune dell'autovettura, imprecisione delle dichiarazioni testimoniali, inesistenza di prova univoca del conducente dell'auto, spiegazioni alternative per i residui di polvere da sparo, assenza di prova sul movente) e ha inoltre dedotto l'inadeguatezza della custodia carceraria in relazione al pericolo di fuga, di reiterazione e di inquinamento probatorio, proponendo misure meno afflittive.
La decisione
Il Tribunale del riesame ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che gli indizi raccolti, valutati nella loro complessità e unitariamente, costituiscono un quadro di alta probabilità di colpevolezza: dissidi prolungati tra le parti, manomissioni contestate dell'impianto di irrigazione, immagini di telecamere e dichiarazioni che collocano la Suzuki Jimny di proprietà dell'indagato nei pressi del luogo del delitto alle ore compatibili con la commissione del fatto, rinvenimento di residui di polvere da sparo sull'autovettura, comportamento dell'indagato (allontanamento ingiustificato, telefono disattivato, irreperibilità, rientro tardivo e contatti con familiari non immediatamente), lucchetto del cancello trovato aperto il giorno seguente, e riscontri su un possibile prelievo dell'indagato con altro veicolo (Mitsubishi Pajero) riconosciuto nelle immagini. Il Tribunale ha inoltre escluso che le spiegazioni difensive (uso collettivo dell'auto, attività venatoria, vaghezza temporale delle dichiarazioni) esauriscano le alternative ragionevoli; ha ritenuto sussistente il pericolo di fuga, di reiterazione e di inquinamento probatorio e ha richiamato la presunzione relativa di adeguatezza della custodia carceraria per fatti di tale gravità. Il ricorso è stato quindi respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. n. 30415 del 25/09/2020, Rv. 279789
Sez., n. 30415 del 25/09/2020, Rv. 279789
Principio secondo cui la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza non può essere frazionata e atomistica ma deve essere globale e unitaria: la somma di indizi singolarmente non decisivi può assumere valore probatorio se coerenti e conducente verso l'indagato.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 1, n. 17548 del 20/04/2012, Rv. 252889
Sez. 1, n. 17548 del 20/04/2012, Rv. 252889
Principio che riconosce al movente la valenza di elemento catalizzatore e rafforzativo della portata degli indizi, ove gli indizi risultino concordanti e offrano una lettura univoca della responsabilita dell'indagato.
Massime di principio
- Il giudice del riesame valuta gli indizi nella loro globalità: singoli elementi apparentemente deboli possono, se coerenti e convergenti, costituire gravi indizi di colpevolezza.
- Comportamenti immediatamente successivi al fatto (allontanamento ingiustificato, telefono spento, irreperibilità, omissione di spiegazioni plausibili) hanno forte rilievo indiziario se non giustificati in modo credibile.
- Tracce forensi su un veicolo (residui di polvere da sparo) acquistano valore se non sono spiegate con evidenze alternative concrete e temporali.
- La presenza di un veicolo dell'indagato nelle vicinanze del luogo del delitto, ricostruita per percorso e tempi mediante immagini e dichiarazioni, contribuisce significativamente alla valutazione indiziaria quando non esistano spiegazioni alternative probanti.
- Le dichiarazioni testimoniali vaghe o discordanti non cancellano automaticamente il valore indiziario di un quadro complessivo coerente; occorre mostrarsi capaci di offrire alternative probatorie precise e verificabili.
- Il movente, anche se non del tutto definito nei dettagli, rafforza la compattezza degli indizi se emerge una storia di contrasti pertinenti all'evento criminoso.
- Per contrastare efficacemente misure cautelari per reati gravi è necessario produrre elementi concreti che neutralizzino la conducenza dei singoli indizi (alibi verificabile, prova di uso legittimo del veicolo in quel preciso orario, spiegazioni tecniche su residui forensi, attestazioni temporali puntuali).
- In casi di omicidio la custodia cautelare viene spesso ritenuta adeguata salvo che la difesa non produca elementi concreti che escludano il pericolo di fuga, di reiterazione o di inquinamento probatorio; la proposta di misure alternative ha maggiore chance se accompagnata da garanzie forti e verificabili.
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