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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26546/2025 del 02/10/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (condominio)

La controversia

La controversia nasce dalla notifica al condominio di una cartella di pagamento per il COSAP relativo all'anno 2009, richiesto da Roma Capitale per griglie e intercapedini collocate al momento della costruzione del fabbricato su area poi asseritamente assoggettata a uso pubblico. Il condominio ha impugnato la cartella sostenendo, in sintesi, di non dovere alcun canone, di poter opporre plurimi giudicati formatisi tra le stesse parti su annualità precedenti del medesimo tributo, e di aver contestato anche la legittimità del ruolo, la prescrizione, la mancanza di prova della concessione o della servitù di pubblico passaggio, nonché l'assenza di occupazione su area pubblica. In cassazione ha articolato nove motivi: 1) omessa considerazione dell'eccezione di giudicato esterno; 2) erronea dichiarazione di contumacia in appello; 3) omessa pronuncia sull'eccezione di giudicato; 4) violazione dell'art. 2909 c.c. e dell'art. 324 c.p.c.; 5) omessa pronuncia sull'illegittimità del ruolo e sulla prescrizione; 6) violazione dell'art. 21 d.lgs. 46/1999 e dell'art. 2948 c.c.; 7) violazione dell'art. 63 d.lgs. 446/1997 e del regolamento comunale per mancanza di concessione; 8) violazione dell'art. 2697 c.c. per difetto di prova della servitù di pubblico passaggio; 9) violazione delle norme sul COSAP e omessa pronuncia sull'assenza di occupazione di suolo pubblico. La Corte di cassazione ha ritenuto fondati il primo, terzo e quarto motivo nella parte relativa al giudicato esterno, reputando assorbiti gli altri.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla questione del giudicato esterno, ha cassato la sentenza di appello e ha rinviato alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione perché verifichi e applichi l'efficacia preclusiva dei precedenti giudicati invocati dal condominio sulla debenza del COSAP per annualità diverse. La Corte ha affermato che, nei rapporti di durata e nelle obbligazioni periodiche, il giudicato sulla non debenza del canone riferito a una certa annualità può spiegare effetto anche sulle annualità successive o diverse, salvo sopravvenienze di fatto o di diritto. Gli ulteriori motivi sono stati dichiarati assorbiti; il giudice del rinvio dovrà provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    la sua violazione è configurabile quando il giudice omette di pronunciare su una domanda o eccezione decisiva; nel caso concreto la Corte ha ravvisato omessa pronuncia sull'eccezione di giudicato esterno.

  • art. 2909 c.c.

    il ricorso per cassazione che deduce violazione del giudicato deve indicare specificamente il contenuto del provvedimento passato in giudicato e la parte che contiene il precetto sostanziale preclusivo.

  • art. 324 c.p.c.

    richiamato insieme all'art. 2909 c.c. per la portata preclusiva del giudicato.

  • art. 366 c.p.c.

    la denuncia della violazione del giudicato richiede specifica indicazione nel ricorso della parte della sentenza che si assume passata in giudicato e del suo contenuto.

  • art. 124 disp. att. c.p.c.

    la prova del passaggio in giudicato richiede la certificazione del cancelliere attestante la mancata proposizione di impugnazioni nei termini.

  • art. 391-bis c.p.c.

    in caso di revocazione della sentenza di cassazione non è sospesa l'esecuzione della sentenza passata in giudicato né il giudizio di rinvio o il termine per riassumerlo.

  • art. 63 d.lgs. 15 dicembre 1977, n. 446

    i comuni possono assoggettare a canone l'occupazione di strade, aree e spazi pubblici o, se previsto dal regolamento, anche di aree private gravate da servitù di pubblico passaggio.

  • art. 52 d.lgs. 15 dicembre 1977, n. 446

    richiamato quale base regolamentare per l'istituzione del canone comunale.

  • art. 21 d.lgs. n. 46 del 1999

    invocato dal ricorrente in relazione alla legittimità del ruolo e degli atti di riscossione.

  • art. 2948 c.c.

    invocato dal ricorrente in tema di prescrizione di crediti periodici.

  • art. 2697 c.c.

    richiamato dal ricorrente per sostenere il difetto di prova a carico dell'ente impositore.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, l'omessa pronuncia ricorre solo quando il giudice omette del tutto di statuire su una domanda o eccezione decisiva; non basta che abbia esaminato la questione in modo impreciso o l'abbia risolta implicitamente su un piano diverso.
  • Chi deduce il giudicato esterno deve provarne il contenuto e il passaggio in giudicato, producendo la decisione e la relativa certificazione; inoltre, nel ricorso per cassazione deve indicare in modo specifico la parte del provvedimento passata in giudicato e il precetto sostanziale preclusivo.
  • Nei rapporti di durata e nelle obbligazioni periodiche, il giudicato formatosi su un elemento costitutivo stabile del rapporto si estende alle annualità successive o diverse, purché non siano intervenute sopravvenienze di fatto o di diritto che abbiano mutato il rapporto o la sua disciplina.
  • In materia di COSAP, l'accertamento con giudicato della non debenza del canone per una determinata area e per una certa annualità può precludere nuove controversie tra le stesse parti su annualità diverse, se i presupposti fattuali e giuridici restano invariati.
  • Il canone per occupazione di spazi e aree pubbliche è costruito come corrispettivo di un uso particolare ed esclusivo di beni pubblici, e può essere dovuto anche per l'occupazione di aree private gravate da servitù di pubblico passaggio se il regolamento comunale lo prevede.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContenzioso tributarioRiscossione
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della provaNullità

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