Sentenza n. 4716/2026 - Roma, Sezione 5B
per la declaratoria d’illegittimità del silenzio inadempimento nel procedimento avente ad oggetto l’istanza di riconoscimento del titolo di studio di formazione professionale abilitante ai fini dell’esercizio della professione di docente denominato “Master in attenzione alle necessità specifiche di sostegno educativo nell’istruzione secondaria” conseguito in Spagna e finalizzato all’insegnamento per la classe di concorso ADSS sostegno per le scuole secondarie di II grado, presentato dal ricorrente al Ministero dell’Istruzione e del Merito in via telematica in data 23 febbraio 2024 con prot. domanda n. 35327.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia del commissario ad acta nominato per dare esecuzione a una precedente sentenza sul riconoscimento del titolo di studio estero
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha dedotto l'inadempimento sia del Ministero sia del commissario ad acta nominato con la sentenza n. 6386/2025. Tale sentenza aveva ordinato al Ministero di concludere entro 120 giorni il procedimento relativo alla domanda di riconoscimento, prevedendo, in caso di persistente inadempienza, l'intervento del direttore generale competente quale commissario ad acta, da esercitarsi entro ulteriori 90 giorni, senza facoltà di delega. Poiché entrambi i termini erano scaduti e, nonostante le sollecitazioni, il procedimento non risultava concluso, il ricorrente ha chiesto la sostituzione del commissario ad acta, ritenuto omissivo e inerte, al fine di ottenere l'esecuzione della precedente pronuncia.
La decisione
Il TAR ha respinto la richiesta di sostituzione del commissario ad acta. Ha ritenuto che il direttore generale già nominato dovesse comunque portare a termine il proprio compito e che la sostituzione avrebbe potuto determinare un ulteriore allungamento dei tempi procedimentali. Il Collegio ha valorizzato l'assenza di figure pienamente fungibili e il fatto che il commissario fosse stato individuato all'interno dell'amministrazione inadempiente proprio per le competenze necessarie a valutare le domande di riconoscimento dei titoli esteri per l'insegnamento sul sostegno. Inoltre, sulla base dell'attivazione dell'amministrazione in procedimenti analoghi, ha ritenuto ragionevole presumere una prossima valutazione anche della domanda del ricorrente, senza anticiparne l'esito. Le spese della fase sono state compensate, considerando anche il numero considerevole di analoghe sentenze da eseguire.
Massime di principio
- La sostituzione del commissario ad acta non costituisce una conseguenza automatica del ritardo nell'esecuzione del giudicato: può essere negata quando il giudice ritenga che il commissario nominato debba comunque completare il proprio incarico e che la sostituzione rischi di dilatare ulteriormente i tempi dell'adempimento.
- Nella scelta e nella permanenza dell'incarico del commissario ad acta possono assumere rilievo le specifiche competenze tecniche necessarie per l'esecuzione della pronuncia e l'assenza di soggetti pienamente fungibili, soprattutto quando il commissario sia stato individuato presso l'amministrazione competente per materia.
- La circostanza che l'amministrazione si sia attivata in procedimenti analoghi può essere valorizzata dal giudice dell'ottemperanza quale elemento prognostico della prossima definizione anche della posizione del ricorrente, pur senza incidere sull'esito sostanziale del procedimento amministrativo.
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