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Sentenza

Sentenza n. 495/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600142

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell'istanza preliminare di compatibilità ex art. 8-ter, comma 3, d.lgs. 502/1992 per la realizzazione di una comunità residenziale per persone con disturbo dell'autismo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (gestore sanitario)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il rigetto dell'istanza preliminare di compatibilità relativa alla realizzazione, nel Comune di Aragona, di una comunità residenziale destinata a persone con disturbo dell'autismo. Con il primo motivo ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell'art. 8-ter, comma 3, d.lgs. 502/1992, nonché eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza di motivazione, contraddittorietà manifesta e travisamento dei presupposti. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza di cui all'art. 97 Cost. e del D.A. n. 1151/2019, oltre a illogicità manifesta e carenza assoluta di motivazione. L'Amministrazione aveva affermato di non essere competente al rilascio del parere previsto dall'art. 8-ter del d.lgs. 502/1992 per il setting assistenziale interessato, senza spiegare le ragioni per cui, in precedenza, il medesimo Dipartimento aveva valutato e assentito la compatibilità di un centro diurno per la stessa utenza.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. e ha accolto il ricorso nei limiti indicati in motivazione. Ha rilevato che l'art. 8-ter, comma 3, d.lgs. 502/1992 attribuisce alla Regione il compito di verificare la compatibilità delle nuove strutture sanitarie con la programmazione e il fabbisogno assistenziale. Il provvedimento impugnato, limitandosi ad affermare che l'Amministrazione non era preposta al rilascio del parere per il setting interessato, si era sostanzialmente spogliato della potestà provvedimentale senza fornire una motivazione adeguata. In particolare, l'Amministrazione non aveva chiarito perché fosse stata competente a valutare il precedente centro diurno per l'autismo e non lo fosse invece per la struttura residenziale destinata alla medesima utenza. La motivazione è stata ritenuta non soltanto lacunosa, ma anche contraddittoria, alla luce del precedente parere di compatibilità rilasciato dallo stesso Dipartimento per il centro diurno. Il TAR ha quindi annullato il provvedimento, facendo salvi gli ulteriori provvedimenti dell'Amministrazione. L'Assessorato regionale è stato condannato al pagamento di 2.000 euro per spese di giudizio, oltre accessori; le spese sono state compensate nei confronti dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, non costituita e non autrice di determinazioni nella vicenda.

Norme richiamate

  • art. 8-ter, comma 3, d.lgs. 502/1992

    La Regione verifica la compatibilità di ogni nuova struttura sanitaria con la programmazione sanitaria e il fabbisogno di assistenza.

    La disposizione attribuisce alla Regione il potere-dovere di valutare la compatibilità delle nuove strutture sanitarie con la programmazione e il fabbisogno assistenziale; l'Amministrazione non può sottrarsi all'esercizio di tale potestà mediante un diniego privo di adeguata giustificazione sulla propria competenza.

  • art. 3 l. 241/1990

    La motivazione del provvedimento costituisce il presupposto, il fondamento, il baricentro e l'essenza stessa del legittimo esercizio del potere amministrativo.

    La motivazione deve consentire al destinatario di ricostruire l'iter logico-giuridico seguito dall'Amministrazione e di verificare il corretto esercizio del potere. È illegittimo il provvedimento che si limiti a negare la competenza senza spiegare le ragioni della conclusione, soprattutto quando essa contraddica precedenti determinazioni della stessa Amministrazione.

  • art. 60 c.p.a.

    La causa è stata definita con sentenza in forma semplificata all'esito della camera di consiglio per la trattazione dell'istanza cautelare.

    Il giudizio può essere definito con sentenza semplificata quando ne ricorrono i presupposti e le parti siano state previamente informate della possibile definizione immediata.

  • art. 97 Cost.

    Principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell'azione amministrativa.

    I principi costituzionali rafforzano l'esigenza di una decisione amministrativa coerente, trasparente e adeguatamente motivata.

Massime di principio

  • Nell'ambito della verifica prevista dall'art. 8-ter, comma 3, d.lgs. 502/1992, la Regione deve esercitare effettivamente il proprio potere di valutazione sulla compatibilità della nuova struttura sanitaria con la programmazione e il fabbisogno assistenziale; non può limitarsi a dichiarare la propria incompetenza senza chiarire la base normativa e organizzativa di tale conclusione.
  • È viziato per difetto di motivazione il provvedimento che neghi la competenza dell'Amministrazione a valutare un'istanza senza spiegare perché la stessa Amministrazione abbia in precedenza esercitato un analogo potere nei confronti di una struttura destinata alla medesima utenza.
  • La motivazione amministrativa deve rendere ricostruibile l'iter logico-giuridico della decisione e consentire al destinatario il controllo sul corretto esercizio del potere; una motivazione meramente assertiva o apparente non soddisfa l'obbligo previsto dall'art. 3 l. 241/1990.
  • La contraddizione tra il provvedimento impugnato e una precedente determinazione della stessa Amministrazione, avente ad oggetto una struttura analoga e la medesima tipologia di utenza, integra un vizio di legittimità quando non sia spiegata attraverso un'adeguata motivazione.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoMotivazione del provvedimento
RamiSanitàProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEccesso di poterePrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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