Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33909/2023 del 02/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava la sentenza di conferma della condanna per guida in stato di ebbrezza (art. 186 CdS) e si articolava in quattro motivi principali: 1) nullità per omissione di pronuncia e motivazione sul "concordato" ex art. 599-bis c.p.p., con contestuale mancata disposizione della prosecuzione del giudizio dopo il rigetto implicito dell'accordo; 2) vizio di prova e motivazione sulla sussistenza dello stato di ebbrezza al momento della guida, stante il tempo trascorso tra sinistro e alcoltest e la possibile applicazione della curva di Widmark; 3) censura sulla qualificazione dell'evento come "sinistro" e sulla sussistenza del nesso di causalità tra stato di ebbrezza e l'urto del cordolo (rilevando possibile perdita di controllo per foratura); 4) mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis c.p.), essendo gli elementi usati dalla Corte già tipizzati dalla norma incriminatrice.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in parte: ha escluso la nullità per omessa pronuncia sul concordato nella parte in cui la Corte territoriale aveva implicitamente rigettato l'accordo motivando la mancata accoglienza con la sussistenza dell'aggravante (art.186, comma 2-bis), ma ha rilevato l'illegittimità procedurale per non aver disposto la prosecuzione del giudizio dopo il rigetto del concordato quando la decisione è stata adottata in camera di consiglio. Tale omissione ha violato l'art.599-bis c.p.p. (come vigente allora) e ha comportato la nullità della sentenza ai sensi degli artt.178, lett. c) e 180 c.p.p. La Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Torino, senza esaminare i restanti motivi per sopravvenuta assorbimento dovuto alla nullità procedurale.

Norme richiamate

  • art. 186 Codice della Strada (D.Lgs. 30 aprile 1992 n.285)

    Norma sanzionatoria relativa alla guida in stato di ebbrezza; la Corte territoriale ha ritenuto sussistenti gli estremi del reato e la circostanza aggravante (comma 2-bis) in relazione al sinistro causato.

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Disciplina la procedura del "concordato" in appello: se il giudice in camera di consiglio ritiene di non poter accogliere la richiesta, deve ordinare la citazione a comparire per il dibattimento (o comunque la prosecuzione dell'udienza) così da consentire alle parti di riproporre l'accordo; la mancata previsione della prosecuzione determina nullità.

  • art. 602, comma 1-bis cod. proc. pen.

    Regola il concordato formato in dibattimento: se il giudice non ritiene accoglibile la richiesta deve disporre la prosecuzione del dibattimento, garantendo la possibilità di riproporre l'accordo.

  • art. 23-bis D.L. 28 ottobre 2020 n.137 (conv. L. 176/2020)

    Prevede la possibilità, in appello, di decidere in camera di consiglio in determinate ipotesi; nel caso concreto la decisione è stata presa ai sensi di tale disposizione ma senza rispettare gli obblighi procedurali connessi al rigetto del concordato.

  • art. 178, lett. b) e c) e art. 180 cod. proc. pen.

    Norme sulle nullità della sentenza: la Cassazione ha qualificato la violazione procedurale come causa di nullità che rende annullabile la sentenza impugnata.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Disciplina la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; il ricorrente aveva chiesto il riconoscimento, ma la Corte territoriale l'aveva esclusa ritenendo gli elementi richiamati (tasso alcolemico elevato, orario notturno, incidente) incompatibili con la particolare tenuità.

  • D.Lgs. 10 ottobre 2022 n.150 (Riforma Cartabia)

    Novellazione che ha accorpato e riformato le regole sul concordato in appello; la Corte ha richiamato il nuovo testo per spiegare l'obbligo di garantire la possibilità di riproporre l'accordo.

Massime di principio

  • Quando le parti propongono un concordato in appello (art.599-bis c.p.p.), il giudice che non lo accoglie deve ordinare la prosecuzione del procedimento (o la citazione a dibattimento) per consentire alle parti di riproporre l'accordo; la mancata prosecuzione comporta la nullità della sentenza.
  • Il rigetto implicito dell'accordo è ammissibile purché sia comunque espresso e motivato; tuttavia la motivazione non sostituisce l'obbligo procedurale di dare alle parti la possibilità di reiterare l'istanza in udienza pubblica o in altra forma prevista.
  • La decisione in camera di consiglio ai sensi dell'art.23-bis richiede particolare attenzione alle garanzie procedurali: se il concordato è stato proposto e rigettato, occorre disporre l'udienza con partecipazione delle parti o la prosecuzione, altrimenti la sentenza è nulla.
  • Le questioni di merito (es. attendibilità dell'alcoltest in rapporto al tempo intercorrente dal sinistro, nesso causale tra stato di ebbrezza e incidente, applicabilità dell'art.131-bis) restano rilevanti ma possono diventare irrilevanti se il processo è affetto da nullità procedurali che impediscono la decisione nel merito.
  • La nullità derivante dalla violazione della sequenza procedurale del concordato ha natura generale a regime intermedio e può essere fatta valere per la prima volta in Cassazione quando l'evento che la determina (la pronuncia) ha impedito la sua tempestiva deduzione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.